giovedì 13 gennaio 2011

..ventotto..

..e poi boh! c'è l'eclissi all'hotel sporting!..
così recitava, domenica mattina, la frase del giorno sulla bacheca in sala colazioni nell'hotel dove ho passato con la fidanzata un paio di notti vicino a carpi.
una specie di status da facebook, scritto da michele, proprietario un po' bizzarro dell'hotel.
per i miei ventotto anni mi son voluto regalare un ritorno alle origini, a quel "paesino" dove fino a metà anni novanta ho corso in bici e per l'immensa piazza, non ancora coscio che finita la pacchia sarebbe stato tutto una merda!
perché in effetti che pensieri ti fai del futuro quando hai dieci anni, le tabelline da studiare, la partita a pallone e la merenda dalla franca?
ieri ho compiuto ventotto anni.
la giornata l'ho trascorsa per nove ore in ufficio, poi a litigare a casa (in sto periodo sto meglio fuori casa che tra le mie mura, che peccato!) e infine per fortuna a farmi una bellissima cena con serena. che poverina mi sopporta sempre e alla fine mi fa pure splendidi regali (un abbraccio e un grazie di cuore alla mia vecchia fujifilm che da oggi prende la pensione di anzianità lavorativa, e un benvenuto alla canon ixus 130 che da domani allieterà anche "ilDPT" con nuove fotografie!)
son ventotto. non è cambiato molto in effetti da quando erano ventisette, ma per questa annata ho progetti di vita ben precisi che spero mi regalino una maggior maturità e indipendenza personale. per il momento mi devo spaccare la schiena in ufficio come se fossi in miniera, se poi arriva un rinnovo serio, le cose cambieranno davvero!

un grazie a tutti quelli che si son ricordati della ricorrenza e mi hanno scritto un po' ovunque o mi hanno provato a chiamare! gli anni in effetti si compiono solo una volta all'anno! :D

il biglietto d'auguri

lunedì 3 gennaio 2011

buona fine e buon inizio!

è iniziato il 2011!
ma poi, che ce frega?
per me l'anno é come ai tempi della scuola: finisce con le ferie ad agosto e ricomincia a settembre.poi quest'anno che le "ferie" natalizie sono durate 3 giorni (dannato calendario!) lo stacco proprio non l'ho sentito..
festa di capodanno tranquilla in casa, con il countdown fatto assieme ad eugenio ban!
perchè era proprio la semplicità ciò che cercavo quest'anno, e tanto riposo! (ci siamo svegliati solo il 2 gennaio..)
sperando di ottenere un po' di ferie intorno a metà settembre, auguro a tutti un buon inizio anno solare! sperando che ci porti un po' più di soddisfazioni! (e anche più tempo da dedicare a ilDPT, visto che quest'anno ero partito con mille buoni propositi poi morti causa orari d'ufficio improponibili..)

ed ecco a voi il mitico eugenio ban! (il futuro paolo banolis!)

venerdì 31 dicembre 2010

i consigli per capodanno!

Consigli per un veglione senza errori: Niente giovanilismi e alle due tutti a casa
Bob ton e dintorni. Mai rifiutare un assaggio di zampone, anche se si è vegetariani

Finché si va a casa di amici, per una serata prevedibile ma rassicurante, non ci sono problemi. Se l'invito è invece meno usuale, con scarsa conoscenza reciproca, scatta la complicanza. Sarà una casa dove è di rigore la discrezione assoluta o a un certo punto si fa il trenino? «Bisogna far funzionare le antenne, capire con chi si ha a che fare, non prendere rischi inutili e stare attenti a non fare errori marchiani. Così tutto filerà liscio». Parola di Beppe Modenese, l'uomo che ha inventato negli anni 70 le sfilate di moda a Milano, ma anche bon vivant che ha attraversato svariati, non ama dire quanti, capodanni a diverse latitudini e con le più diverse compagnie. Qualche esempio?
«Ne ricordo uno sulla spiaggia di Rio durante una stupenda festa popolare e altri nella casa veneziana di Evelina Shapira a brindare con i principi di Kent o nella residenza romana di Irene Galitzine, accanto a quel fenomenale parlatore dell'avvocato Agnelli».

Con Modenese, famoso pure per le camicie a righe e le calze rosso cardinale (le compra nei negozi fornitori del Vaticano), non si può che cominciare dall'abbigliamento, soprattutto se l'invito per Capodanno non dà indicazioni. Sdrammatizzante-giovanilistico o da alta serata di gala? «Tenersi nel mezzo è sempre saggio. Per lui un vestito scuro, camicia bianca o azzurra, cravatta. Per lei abito elegante ma semplice, impreziosito da collana e orecchini. Esagerare con gioielli o bigiotteria è di pessimo gusto. Gli uomini? Basta l'orologio e magari i gemelli ai polsi. Braccialetti? No, per carità».

Sistemato il guardaroba, bisogna pensare alla conversazione: liscia, gasata o bagatelle? Partiamo da due certezze pericolose: parlare di politica, foriera in questi tempi di tensioni resistenti perfino allo stappo di champagne e propinare barzellette: due voci spesso concatenate, come sappiamo. «Per il resto, stare un po' sul generico, sorridendo. Mai fare nomi, nè formulare giudizi sugli invitati o sfoggiare troppi riferimenti culturali: il miglior modo per non sbagliare la serata. Altro errore è esagerare con domande esplicite o fatti troppo personali».

C'è una serata di Capodanno in cui a un certo punto non compaiano zampone e lenticchie? Difficile. Se non sopportate il maiale e maldigerite le lenticchie peggio per voi. Non è l'occasione per fare i delicati o gli schifiltosi: la padrona di casa resterebbe profondamente delusa. Ed è banale addurre scuse di una più o meno vera militanza vegetariana. «Basta un assaggio, mica c'è bisogno di abbuffarsi. Magari si può compensare l'equilibrio perso abbondando con l'uva, che non può mancare mai nell'ultima cena dell'anno».

A proposito di tradizione, c'è un altro classico praticato, quello di indossare un capo d'abbigliamento nuovo, tanto meglio se rosso. Non è quindi una buona idea sparare qualche tirata anti-consumistica irridendo i seguaci di questa filosofia. «Anche perché tutti sappiamo che spesso il nuovo sta nell'abbigliamento intimo-sexy delle signore. Dunque un campo dove la gaffe può provocare danni seri anche se non dichiarati».

A prescindere da che cosa prevalga in simili serate, divertimento, noia o più probabilmente la fatica immane di evitare sguardi severi, a un certo punto bisognerà affrontare il problema del commiato. Svignarsela con sollievo a mezzanotte e un quarto o tenere botta fino al brindisi delle quattro di mattina? «Buona regola è congedarsi al massimo alle due, anche se i ritmi restano vivaci. I padroni provano sempre a trattenere ma non si sa se per convinzione o gentilezza. L'ultimo atto? Un mazzo di fiori o un altro pensiero alla padrona di casa qualche giorno dopo, con parole di ringraziamento». Dopo di che, per un altro anno siamo finalmente a posto.

Gian Luigi Paracchini (corriere.it)

martedì 21 dicembre 2010

tutto l'amore che ho

questa è una piccola dedica personale, nello spazio della musica de "ilDPT"

mercoledì 15 dicembre 2010

vecchi spot

un tempo, gli spot erano tutt'altra cosa!
e senza dover andare troppo lontano (giusto 7 annetti fa), troviamo già un piccolo capolavoro firmato algida.
una piccola storia, che in 30 secondi ci dice tutto: come avrebbero fatto senza cornetto a far sbocciare l'amore, quando anche il fato gli era avverso?
..adesso negli spot vediamo solo troie (ma che palle sta belen dappertutto!!!) e finte offerte..
per fortuna il buon youtube ci riesce sempre a regalare qualche perla dal passato, e quindi ecco qui il bellissimo spot dell'algida citato poco fa!