si conclude oggi l'epica saga...
LANGHERANS
Le straordinarie e inenarrabili avventure di cavalieri e dame, elfi e nani, dei e fagiani, draghi e marrani dell'isola di Langherans!!
autore: Luca Filippo Bartolotta
Capitolo 20
Riassunto: gli avventurieri si recano al boschetto di stoican + comparsa del dio fauno a cavallo del leggendario leprecauno!!
Si mettono in marcia attrezzati come si deve,
Il paggio allietava il viaggio con la sua musica lieve..
A bordo dei nagheronti correvano gli eroi,
Mangiando delle more, fallo anche tu se vuoi!
Entraron nel bosco con in mano tutti una verga,
Per le ghiande del cres no e le leggi di Norimberga!
1) gli ebrei da questa terra devono essere eliminati
“inculate Chiaramello” così acclamarono i soldati!
2) i soldi degli ebrei devono essere requisiti,
A Chiaramello già che ci siamo, leviamo anche i vestiti!
E mentre declamavano tutte queste leggi..
Dalla foresta apparve il leprecauno e una moltitudine di greggi!
Cavalcava lo strano animale un dio a noi noto,
Fauno era il suo nome e parlava con lo scroto!!
Arrivò in fretta e furia dalla foresta incantata
Il leprecauno abbondantemente, degustava insalata!
“benvenuti eroi nella mia magica foresta,
Sarò lieto di offrirvi 2 0 3 piatti di minestra!”
“siamo qui venuti per altra ragione,
Le ghiande del cres no ci servono per la spedizione!”
“ho capito, oh mortali, qual è il vostro scopo,
Le ghiande non vi do adesso, ve le darò dopo!
Per averle dovrete superare le 3 prove,
1) far volare 6 maiali, proprio mentre piove
2) afferrare una zanzara con due bacchette di bambù
Ci riuscì persino Mowgli con l’aiuto di Balù!
3) la terza prova è di gran luna la più importante,
È composta da 5 materie, non vi preoccupate non son tante!
“tirate a sorte fra voi oh amici,
Io nano Bardac preferisco andare in bici!!
Non posso aiutarvi perché il fiato mi è contro,
Devo andare a tavola, poiché il piatto è pronto!”
“se bensì qualora supererete le 3 prove,
Vi seguirò ovunque andiate, in groppa al mio bove!
Fecero biglietti per sorteggiare i candidati
Ma di biglietti con il paggio di più n’eran stati preparati.
Alla prima estrazione fu deciso serenamente
Le prove verrai tutte fatte da Chiaramello allegramente.
Per la giusta politica che vigeva nel regno
Si rifece l’estrazione e ad ognuno un impegno.
A Bailo il mago toccò la prova per lui banale
Venne trasmesse anche in tv: “il volo del maiale”
A Bartolotta il guerriero il compito delle zanzare
E ad Aimetti e Chiaramello la terza prova superare.
Come terminerà questa saggia competizione?
Nel prossimo capitolo ne avrete la narrazione.
Finisce qui la prima parte di quest’epica vicenda
Prima di legger la seconda, facciamo la merenda.
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lunedì 3 dicembre 2007
mercoledì 14 novembre 2007
Langherans - Capitolo XIX
LANGHERANS
Le straordinarie e inenarrabili avventure di cavalieri e dame, elfi e nani, dei e fagiani, draghi e marrani dell'isola di Langherans!!
autore: Luca Filippo Bartolotta
Capitolo 19
Riassunto: Bartolotta e gli altri si ritrovano all’interno della stanza beta nella torre della magia. Bailo confessa la sua predicazione per le arti oscure, infine la porta della stanza viene aperta dal nano Bardac!
Si trovano or quindi i nostri 4 protagonisti
In una stanza allegra allietata da violinisti!!
Alle pareti sono appoggiati alambicchi e libri strani,
Sul più vicino vi è scritto: “come levarsi le mani!”
Un odore si permana soavemente nella stanza
Petali di rose e di guano in abbondanza.
Qualcuno da lontano scorge un angolo tetro,
Indicato da una freccia su di un barattolo di vetro!
“guardatevi attraverso per vedere il vostro futuro”
Ci provò Bartolotta che scoprì di averlo duro!!
Ci provò anche il paggio, attirato dalla magia..
Sul bicchiere era scritto: “a 90 e così sia!”
Allorché tutti chiesero delle spiegazioni,
Incessantemente Aimetti si grattava i coglioni!
Chiesero a lui “vieni a vedere il tuo destino?”
“guarderò solo una volta ma a testa vorrò un fiorino!!”
Incredibilmente l’orco dalla vista assai forbita..
Celata dentro un sasso vide menta piperita!
“cos’è questo simpatico e verdeggiante vegetale?
Non la fumava mica Zizzo quella notte di natale??”
Bailo interruppe l’intrepida conversazione
Preparandosi a spiegare il perché della strana visione
“ascoltatemi bene, devo dirvi una cosa
Quel barattolo è frutto di una magia misteriosa..
I poteri che l’ han creata sono davvero oscuri,
Ti consenton se lo vuoi di inghiottire anche i siluri!!”
“chi utilizza allora il potere di questo posto?”
Chiese l’orco Aimetti rimembrando il girarrosto!!
“io sono l’unico che da tanto vi cela un segreto,
Utilizzo la magia oscura incurante del divieto..
È un efficace mezzo per approfondire la conoscenza,
Di chi, come me, di magia non è mai senza!!
Quel libro che vedete su come levarsi le mani,
Ci aiuterà a distruggere dell’Arcistrauno i piani!!
In realtà quel libro è la mappa del Congo,
A pagina 8000, la ricetta per il pongo!!
Va bene ragazzi, prendiamo il manoscritto,
E andiamo via dalla torre come il treno va diritto!!
Pone il paggio la sua mano sulla porta..
Ma una magia infinita lo ribalta come una torta!!
“che succede, oh Bailo! Non possiamo uscire?
Che scherzo è questo, mi successe in un fienile!!
Una voce sentono dal retro della porta,
Sono Bardac il nano ora apro (urli di ogni sorta)
La porta si apre, il rumore è sordo..
Come quello di un uccello mentre precipita da un fiordo!!
Gli amici si rincontrano, lieta è la sorpresa..
Van tutti poi a cagare e a vedere quanto pesa!
Le straordinarie e inenarrabili avventure di cavalieri e dame, elfi e nani, dei e fagiani, draghi e marrani dell'isola di Langherans!!
autore: Luca Filippo Bartolotta
Capitolo 19
Riassunto: Bartolotta e gli altri si ritrovano all’interno della stanza beta nella torre della magia. Bailo confessa la sua predicazione per le arti oscure, infine la porta della stanza viene aperta dal nano Bardac!
Si trovano or quindi i nostri 4 protagonisti
In una stanza allegra allietata da violinisti!!
Alle pareti sono appoggiati alambicchi e libri strani,
Sul più vicino vi è scritto: “come levarsi le mani!”
Un odore si permana soavemente nella stanza
Petali di rose e di guano in abbondanza.
Qualcuno da lontano scorge un angolo tetro,
Indicato da una freccia su di un barattolo di vetro!
“guardatevi attraverso per vedere il vostro futuro”
Ci provò Bartolotta che scoprì di averlo duro!!
Ci provò anche il paggio, attirato dalla magia..
Sul bicchiere era scritto: “a 90 e così sia!”
Allorché tutti chiesero delle spiegazioni,
Incessantemente Aimetti si grattava i coglioni!
Chiesero a lui “vieni a vedere il tuo destino?”
“guarderò solo una volta ma a testa vorrò un fiorino!!”
Incredibilmente l’orco dalla vista assai forbita..
Celata dentro un sasso vide menta piperita!
“cos’è questo simpatico e verdeggiante vegetale?
Non la fumava mica Zizzo quella notte di natale??”
Bailo interruppe l’intrepida conversazione
Preparandosi a spiegare il perché della strana visione
“ascoltatemi bene, devo dirvi una cosa
Quel barattolo è frutto di una magia misteriosa..
I poteri che l’ han creata sono davvero oscuri,
Ti consenton se lo vuoi di inghiottire anche i siluri!!”
“chi utilizza allora il potere di questo posto?”
Chiese l’orco Aimetti rimembrando il girarrosto!!
“io sono l’unico che da tanto vi cela un segreto,
Utilizzo la magia oscura incurante del divieto..
È un efficace mezzo per approfondire la conoscenza,
Di chi, come me, di magia non è mai senza!!
Quel libro che vedete su come levarsi le mani,
Ci aiuterà a distruggere dell’Arcistrauno i piani!!
In realtà quel libro è la mappa del Congo,
A pagina 8000, la ricetta per il pongo!!
Va bene ragazzi, prendiamo il manoscritto,
E andiamo via dalla torre come il treno va diritto!!
Pone il paggio la sua mano sulla porta..
Ma una magia infinita lo ribalta come una torta!!
“che succede, oh Bailo! Non possiamo uscire?
Che scherzo è questo, mi successe in un fienile!!
Una voce sentono dal retro della porta,
Sono Bardac il nano ora apro (urli di ogni sorta)
La porta si apre, il rumore è sordo..
Come quello di un uccello mentre precipita da un fiordo!!
Gli amici si rincontrano, lieta è la sorpresa..
Van tutti poi a cagare e a vedere quanto pesa!
giovedì 8 novembre 2007
Langherans - Capitolo XVIII
LANGHERANS
Le straordinarie e inenarrabili avventure di cavalieri e dame, elfi e nani, dei e fagiani, draghi e marrani dell'isola di Langherans!!
autore: Luca Filippo Bartolotta
Capitolo 18
RIASSUNTO: i campioni si mettono alla ricerca dagli indizi forniti dalla storia di Tegolas ed incontrano un vagabondo anziano che ha perso la memoria.
“possiam trovar l’uscita!” Disse Bartolotta
Di una donna però mi son preso una cotta!
Dobbiamo scoprire la musica soave,
Il primo indizio per salvarci da queste cave.
Un’idea balenò nella mente di Chiaramello,
Le dita sul suo liuto e intonò un ritornello..
Questa volta stranamente la musica era lieta,
Insalata piovve, ottima per la dieta!!
Bailo disse: “è il secondo indizio da noi cercato,
Seguiremo l’insalata ed il passaggio sarà celato!
Nel frattempo si sente un suono assai ilare (pronuncia corretta nel langheransese)
Su di un ramo 4 civette cominciano a gufare..
Le civette si dispongono per indicare la via..
Ma Aimetti se le mangia e in sé le porta via!!
Bartolotta inciampa e si spacca i maroni..
Ma nella pozza in cui è caduto trova dei bottoni!!
Pertanto disse il guerriero: “a me un vestito non male..”
Scivolò un’altra volta sugli anemoni di mare!
Finalmente scorgono le bocche di leone,
Corrono all’impazzata e dai petali un festone!!
Bartolotta allora, tanto per cambiare
Inciampò su di un vecchio, venuto dal mare..
“chi sei tu, oh anziano denudato?”
“ho perso la memoria nel momento in cui sei inciampato!”
Aimetti disse al guerriero professionista:
“dagli una testata ed illuminaci la pista!”
Nel medesimo istante la mossa è compiuta,
L’uomo s’addormenta come un bambino nella iuta!
Dopo un’ora si rialza e vedendo gli eroi
Lo sguardo penetrante: “moglie e buoi dei paesi tuoi!!
Tò son Catone, guardiano di questo posto;
Non mi ricordo altro, e voi piuttosto?”
Siamo gli eroi mandati da Baucilione,
L’Arcistrauno dobbiam sconfiggere ed uscire dal burrone
“non rimembro adesso la via d’uscita,
Una biga mi ha travolto, la memoria è poi smarrita!”
Bailo disse: “nella storia del mio amico compare un carro,
Guidato da topolino, personaggio assai bizzarro..”
Aimetti nel frattempo, spossato dalla fadiga.. (notare la parlata dialettale)
S’appoggia ad un muro e legge: “w la figa!!”
Stavolta e per fortuna trova il carro coi cartoni,
E afferra prontamente il vecchio pei maroni!!
Con uno sforzo sovraumano lo scaraventa contro il muro,
Come caccia a ottobre rosso quando lanciano un siluro!
Catone si è ripreso e la frase è proprio quella..
“per uscire girate a destra.. È la natural burella!!”
Di una cosa però vi devo avvertire,
Per beccare l’Arcistrauno un segreto dovrete carpire
Questo oggetto da trovare son le ghiande del cres no,
Nel boschetto di stoikan chi c’è stato le trovò!
Un ultimo indizio per la vostra spedizione..
Quando siete sotto scacco.. Muovete il re di una posizione!!
Le straordinarie e inenarrabili avventure di cavalieri e dame, elfi e nani, dei e fagiani, draghi e marrani dell'isola di Langherans!!
autore: Luca Filippo Bartolotta
Capitolo 18
RIASSUNTO: i campioni si mettono alla ricerca dagli indizi forniti dalla storia di Tegolas ed incontrano un vagabondo anziano che ha perso la memoria.
“possiam trovar l’uscita!” Disse Bartolotta
Di una donna però mi son preso una cotta!
Dobbiamo scoprire la musica soave,
Il primo indizio per salvarci da queste cave.
Un’idea balenò nella mente di Chiaramello,
Le dita sul suo liuto e intonò un ritornello..
Questa volta stranamente la musica era lieta,
Insalata piovve, ottima per la dieta!!
Bailo disse: “è il secondo indizio da noi cercato,
Seguiremo l’insalata ed il passaggio sarà celato!
Nel frattempo si sente un suono assai ilare (pronuncia corretta nel langheransese)
Su di un ramo 4 civette cominciano a gufare..
Le civette si dispongono per indicare la via..
Ma Aimetti se le mangia e in sé le porta via!!
Bartolotta inciampa e si spacca i maroni..
Ma nella pozza in cui è caduto trova dei bottoni!!
Pertanto disse il guerriero: “a me un vestito non male..”
Scivolò un’altra volta sugli anemoni di mare!
Finalmente scorgono le bocche di leone,
Corrono all’impazzata e dai petali un festone!!
Bartolotta allora, tanto per cambiare
Inciampò su di un vecchio, venuto dal mare..
“chi sei tu, oh anziano denudato?”
“ho perso la memoria nel momento in cui sei inciampato!”
Aimetti disse al guerriero professionista:
“dagli una testata ed illuminaci la pista!”
Nel medesimo istante la mossa è compiuta,
L’uomo s’addormenta come un bambino nella iuta!
Dopo un’ora si rialza e vedendo gli eroi
Lo sguardo penetrante: “moglie e buoi dei paesi tuoi!!
Tò son Catone, guardiano di questo posto;
Non mi ricordo altro, e voi piuttosto?”
Siamo gli eroi mandati da Baucilione,
L’Arcistrauno dobbiam sconfiggere ed uscire dal burrone
“non rimembro adesso la via d’uscita,
Una biga mi ha travolto, la memoria è poi smarrita!”
Bailo disse: “nella storia del mio amico compare un carro,
Guidato da topolino, personaggio assai bizzarro..”
Aimetti nel frattempo, spossato dalla fadiga.. (notare la parlata dialettale)
S’appoggia ad un muro e legge: “w la figa!!”
Stavolta e per fortuna trova il carro coi cartoni,
E afferra prontamente il vecchio pei maroni!!
Con uno sforzo sovraumano lo scaraventa contro il muro,
Come caccia a ottobre rosso quando lanciano un siluro!
Catone si è ripreso e la frase è proprio quella..
“per uscire girate a destra.. È la natural burella!!”
Di una cosa però vi devo avvertire,
Per beccare l’Arcistrauno un segreto dovrete carpire
Questo oggetto da trovare son le ghiande del cres no,
Nel boschetto di stoikan chi c’è stato le trovò!
Un ultimo indizio per la vostra spedizione..
Quando siete sotto scacco.. Muovete il re di una posizione!!
domenica 4 novembre 2007
Langherans - Capitolo XVII
LANGHERANS
Le straordinarie e inenarrabili avventure di cavalieri e dame, elfi e nani, dei e fagiani, draghi e marrani dell'isola di Langherans!!
autore: Luca Filippo Bartolotta
Capitolo 17 (a parte, ad accurata discrezione del lettore)
Riassunto: storia della fossa dei penitenti con particolare attenzione alla presenza di Tegolas.
La storia risale a molti anni fa
Quando di re e di schiavi ce n' eran metà
Noi tutti sappiamo della fossa dei penitenti,
Chi cadeva lì dentro stringeva i denti..
Si narra che da lì non vi fosse un’uscita,
Una volta dentro, ci restavi una vita!
Dicean le genti del popolo stolto:
“chi cade lì dentro è morto e sepolto!”
Ma alla corte del re, uomini e nani
Discorrevano della fossa sui loro divani
Diverse le idee, di salvezza e di morte
Una cosa era certa: misteriosa la sorte..
Si apre una porta ed esce un errante
Tegolas il suo nome, che d’avventure ne fa tante.
A langherans tutti conoscevan la sua storia
Che uscì dalla fossa, sommerso di gloria!!
Ci disse: “ho trovato una strada, ho trovato una via..
Che però mi ha condotto alla torre della magia..
Dal buon mago Bailo poi sono arrivato,
Che un piatto di lasagne aveva preparato!!
Gli narrai la vicenda guardando gli scudi,
Alle pareti mi mostrò i suoi uomini nudi!!..
Visitai il giardino del mago assai amato,
Feci anche una capatina al lago del passato..
Lì rimembrai in sua compagnia,
La storia della fossa che nascondeva una via..
Raccontai l’epiteto al mago gradito,
E girai per un anno con ciabatte infradito!
Nemmeno io so cosa può essere successo,
Che uscii da quel posto esaltando me stesso!!
Una cosa ricordo, una musica soave..
Mi beava le membra come un piatto di fave!
Nella fossa famosa oltre a musica strana,
Pioveva dal cielo insalata trevisana.
La cosa più bella che ancora adoro,
Furon 13 civette che per me cantarono in coro!!
Bottoni trovai in una pozza galleggiare,
Di fianco vi erano anemoni di mare!!
Cresceva rigogliosa la vegetazione..
Campi infiniti di bocche di leone!!
Ma un segreto era celato tra i fiori ed i bottoni
Sui muri i disegni di Walt Disney i cartoni..
Eran tutti seduti in cima ad una biga,
Sul retro c’era scritto: “w la figa!!”
Rimembrati i fatti con il mago arcano,
Scorsi tra i corridoi un passaggio assai strano
Da lì sono uscito, è una stanza segreta
Conosciuta da tutti per la lettera beta!!
Le straordinarie e inenarrabili avventure di cavalieri e dame, elfi e nani, dei e fagiani, draghi e marrani dell'isola di Langherans!!
autore: Luca Filippo Bartolotta
Capitolo 17 (a parte, ad accurata discrezione del lettore)
Riassunto: storia della fossa dei penitenti con particolare attenzione alla presenza di Tegolas.
La storia risale a molti anni fa
Quando di re e di schiavi ce n' eran metà
Noi tutti sappiamo della fossa dei penitenti,
Chi cadeva lì dentro stringeva i denti..
Si narra che da lì non vi fosse un’uscita,
Una volta dentro, ci restavi una vita!
Dicean le genti del popolo stolto:
“chi cade lì dentro è morto e sepolto!”
Ma alla corte del re, uomini e nani
Discorrevano della fossa sui loro divani
Diverse le idee, di salvezza e di morte
Una cosa era certa: misteriosa la sorte..
Si apre una porta ed esce un errante
Tegolas il suo nome, che d’avventure ne fa tante.
A langherans tutti conoscevan la sua storia
Che uscì dalla fossa, sommerso di gloria!!
Ci disse: “ho trovato una strada, ho trovato una via..
Che però mi ha condotto alla torre della magia..
Dal buon mago Bailo poi sono arrivato,
Che un piatto di lasagne aveva preparato!!
Gli narrai la vicenda guardando gli scudi,
Alle pareti mi mostrò i suoi uomini nudi!!..
Visitai il giardino del mago assai amato,
Feci anche una capatina al lago del passato..
Lì rimembrai in sua compagnia,
La storia della fossa che nascondeva una via..
Raccontai l’epiteto al mago gradito,
E girai per un anno con ciabatte infradito!
Nemmeno io so cosa può essere successo,
Che uscii da quel posto esaltando me stesso!!
Una cosa ricordo, una musica soave..
Mi beava le membra come un piatto di fave!
Nella fossa famosa oltre a musica strana,
Pioveva dal cielo insalata trevisana.
La cosa più bella che ancora adoro,
Furon 13 civette che per me cantarono in coro!!
Bottoni trovai in una pozza galleggiare,
Di fianco vi erano anemoni di mare!!
Cresceva rigogliosa la vegetazione..
Campi infiniti di bocche di leone!!
Ma un segreto era celato tra i fiori ed i bottoni
Sui muri i disegni di Walt Disney i cartoni..
Eran tutti seduti in cima ad una biga,
Sul retro c’era scritto: “w la figa!!”
Rimembrati i fatti con il mago arcano,
Scorsi tra i corridoi un passaggio assai strano
Da lì sono uscito, è una stanza segreta
Conosciuta da tutti per la lettera beta!!
sabato 27 ottobre 2007
Langherans - Capitolo XVI
LANGHERANS
Le straordinarie e inenarrabili avventure di cavalieri e dame, elfi e nani, dei e fagiani, draghi e marrani dell'isola di Langherans!!
autore: Luca Filippo Bartolotta
Capitolo 16
RIASSUNTO: gli eroi cadono precipitevolmente nella fossa dei penitenti, ma riescono a salvarsi entrando in una galleria. Qui sono presi dalla paura di rimanervi per sempre, ma Bailo li risolleva narrando loro la storia di Tegolas.
Cadono i 4 nella fossa senza fondo
In lontananza scorgono l’altra parte del mondo.
Precipitano tutti consecutivamente
Ai lati delle pareti di sporgenze non trovan niente
L’artista del liuto piange in un assolo,
Rimembrando la sua amata lasciata su quel molo..
Aimetti gli urla: “non piangere poiché la morte è vicina,
Un fiero guerriero sorride anche con in cul la vaselina!!”
Un riso comparve sul volto del musicante,
Fiero del ricordo di quell’unguento esaltante!
“la magia del mago Bailo ora avrei voluto!”
Bartolotta urlò ma il mago era svenuto.
Gridavano tutti per svegliare il buon mago,
In superficie le risate dell’Arcistrauno ormai pago..
La mente del mago era torturata dalla magia,
Nessun effetto gli faceva nemmen di Zizzo la maria!
La caduta nel vuoto è assai terrificante,
Bartolotta si aggrappa al suo bel culo di diamante!
La luce emanata da ogni singola pietruzza,
Illumina in un anfratto un’intrepida viuzza..
Bailo or ora è sotto il corpo del guerriero
Che prontamente lo afferra ad un ramo di pero.
Aimetti dal nulla trova un appiglio,
Chiaramello col suo liuto si attacca ad un giglio.
Insieme gli eroi entran nella via offuscata
Le pareti impregnate di gustosa marmellata!!
Di che gusto fosse, non lo sappiamo..
Di una cosa son certo, aveva un odore assai strano..
Rimbalzava la luce come per terra i ceci
Ridestando i pipistrelli e stimolandone le feci!
Ora chiaro appariva cos’era quell’odore,
Escrementi di pipistrello con marmellata di more!
Sulle spalle di Bartolotta giace Bailo il buono,
Ma la fragranza del grano lo sveglia come un tuono.
“questo mi ricorda° la mia giovinezza
A sparare palle di fuoco per provarne l’ebbrezza (°per sparare palle di fuoco occorrono palle di grano)
Camminano per ore nei cunicoli tetri,
Ben spesso si ritrovano con nei piedi dei vetri.
Si fermano allora per togliersi le schegge,
Mentre Aimetti li diletta a suon di scoregge!
Dopo un lungo cammino Chiaramello si blocca
Gridando: “noi uscirem e un languorino ho in bocca!!”
Dal nulla comparve un uom di nero vestito..
Ambrogio il suo nome e i ferrero avea servito!
Poi proseguono per la tetra galleria,
Spaventati credevano di aver smarrito la via..
Bailo con coraggio si pone nel centro:
“vi narrerò una storia che con me porto dentro°!!”
Le straordinarie e inenarrabili avventure di cavalieri e dame, elfi e nani, dei e fagiani, draghi e marrani dell'isola di Langherans!!
autore: Luca Filippo Bartolotta
Capitolo 16
RIASSUNTO: gli eroi cadono precipitevolmente nella fossa dei penitenti, ma riescono a salvarsi entrando in una galleria. Qui sono presi dalla paura di rimanervi per sempre, ma Bailo li risolleva narrando loro la storia di Tegolas.
Cadono i 4 nella fossa senza fondo
In lontananza scorgono l’altra parte del mondo.
Precipitano tutti consecutivamente
Ai lati delle pareti di sporgenze non trovan niente
L’artista del liuto piange in un assolo,
Rimembrando la sua amata lasciata su quel molo..
Aimetti gli urla: “non piangere poiché la morte è vicina,
Un fiero guerriero sorride anche con in cul la vaselina!!”
Un riso comparve sul volto del musicante,
Fiero del ricordo di quell’unguento esaltante!
“la magia del mago Bailo ora avrei voluto!”
Bartolotta urlò ma il mago era svenuto.
Gridavano tutti per svegliare il buon mago,
In superficie le risate dell’Arcistrauno ormai pago..
La mente del mago era torturata dalla magia,
Nessun effetto gli faceva nemmen di Zizzo la maria!
La caduta nel vuoto è assai terrificante,
Bartolotta si aggrappa al suo bel culo di diamante!
La luce emanata da ogni singola pietruzza,
Illumina in un anfratto un’intrepida viuzza..
Bailo or ora è sotto il corpo del guerriero
Che prontamente lo afferra ad un ramo di pero.
Aimetti dal nulla trova un appiglio,
Chiaramello col suo liuto si attacca ad un giglio.
Insieme gli eroi entran nella via offuscata
Le pareti impregnate di gustosa marmellata!!
Di che gusto fosse, non lo sappiamo..
Di una cosa son certo, aveva un odore assai strano..
Rimbalzava la luce come per terra i ceci
Ridestando i pipistrelli e stimolandone le feci!
Ora chiaro appariva cos’era quell’odore,
Escrementi di pipistrello con marmellata di more!
Sulle spalle di Bartolotta giace Bailo il buono,
Ma la fragranza del grano lo sveglia come un tuono.
“questo mi ricorda° la mia giovinezza
A sparare palle di fuoco per provarne l’ebbrezza (°per sparare palle di fuoco occorrono palle di grano)
Camminano per ore nei cunicoli tetri,
Ben spesso si ritrovano con nei piedi dei vetri.
Si fermano allora per togliersi le schegge,
Mentre Aimetti li diletta a suon di scoregge!
Dopo un lungo cammino Chiaramello si blocca
Gridando: “noi uscirem e un languorino ho in bocca!!”
Dal nulla comparve un uom di nero vestito..
Ambrogio il suo nome e i ferrero avea servito!
Poi proseguono per la tetra galleria,
Spaventati credevano di aver smarrito la via..
Bailo con coraggio si pone nel centro:
“vi narrerò una storia che con me porto dentro°!!”
domenica 21 ottobre 2007
Langherans - Capitolo XV
LANGHERANS
Le straordinarie e inenarrabili avventure di cavalieri e dame, elfi e nani, dei e fagiani, draghi e marrani dell'isola di Langherans!!
autore: Luca Filippo Bartolotta
Capitolo 15
RIASSUNTO: i 4 uomini riescono ad avere la meglio sulle truppe delle forze empatiche, ma l’intervento dell’Arcistrauno li catapulta nella fossa!
Un rogo si abbatte sulla testa delle empatiche,
Presa dalla paura le loro figure erano statiche.
Il fuoco dilaniava le carni più ostili,
Da lontano i latrati delle bestie nei canili.
“siate svelti, questo segno è di iattura
Muovete quelle chiappe e usciam dalla radura”
Non si fece in tempo a terminare la frase
Che comparve l’Arcistrauno con una magia in fase!
Presto finirete nella fossa dei penitenti
Farete compagnia alle altre misere genti
Bailo ribatté: “specchio riflesso,
La magia non prendo e ti lanci dentro un cesso!!”
L’Arcistrauno a sua volta: “specchio di giada,
Io mi butto ma nel cesso ci sarà un kg di biada!
Poi continuo con una magia banale..
Rispose il mago Bailo: “non mi hai fatto niente, faccia di maiale!”
“prendi orsù questa sabongia urticante,
Che il danno si rifletta sul tuo servo Sacripante!”
Continuarono così per un tempo infinito,
Mentre gli altri sotto un faggio: abbacchio scottadito
Bartolotta intervenne: “mi avete rotto il cazzo!
Questa battaglia è noiosa come fosse tra me e un pupazzo”
L’epica lotta stava ormai per tramontare,
Bailo con una magia: “che la pianura diventi il mare!!”
I restanti nemici scomparvero annegati
Dal livello dell’acqua gli eroi eran lievitati?
L’Arcistrauno disse: “sei abile con la magia,
Ma mai quanto l’eccelsa maga Bia!!
Ormai il tuo potere è praticamente esaurito,
Perirai sotto il peso delle mie ciabatte infradito”
Bailo rispose provando a mentire:
“gli assi nella mia manica non son destinati a finire!!”
Una voce da dietro: “tu menti bugiardo!”
Chiaramello sussurrava vestito da gattopardo.
“complimenti” disse l’Arcistrauno, “ti porti un buffone”
“per forza me l’ ha ordinato quel deficiente di Baucilione!”
“ora basta, la mia pazienza ha un fine,
Morirete allegramente come a capodanno le galline!”
Con le ultime sue forze Bailo para la mossa,
Ma l’impeto della magia li catapulta nella fossa!
Quale sarà il destino dei nostri eroi?
Ora non ve lo dico, magari ve lo dico poi..
“presto torniam dal re Baucilione
Che in una sala da pranzo ha già allestito un festone!!”
Arriva d’impatto, Bardac il nano
Inciampando sulle scale per un pelo di fagiano.
Quindi va a narrare l’accaduto al suo signore,
Che lo ascolta tristemente degustando 2 o 3 more
giovedì 11 ottobre 2007
Langherans - Capitolo XIV
LANGHERANS
Le straordinarie e inenarrabili avventure di cavalieri e dame, elfi e nani, dei e fagiani, draghi e marrani dell'isola di Langherans!!
autore: Luca Filippo Bartolotta
CAPITOLO 14°
RIASSUNTO: i 4 uomini riescono ad avere la meglio sulle truppe delle forze empatiche, ma l’intervento dell’Arcistrauno li catapulta nella fossa!
Un rogo si abbatte sulla testa delle empatiche,
Presa dalla paura le loro figure erano statiche.
Il fuoco dilaniava le carni più ostili,
Da lontano i latrati delle bestie nei canili.
“siate svelti, questo segno è di iattura
Muovete quelle chiappe e usciam dalla radura”
Non si fece in tempo a terminare la frase
Che comparve l’Arcistrauno con una magia in fase!
Presto finirete nella fossa dei penitenti
Farete compagnia alle altre misere genti
Bailo ribatté: “specchio riflesso,
La magia non prendo e ti lanci dentro un cesso!!”
L’Arcistrauno a sua volta: “specchio di giada,
Io mi butto ma nel cesso ci sarà un kg di biada!
Poi continuo con una magia banale..
Rispose il mago Bailo: “non mi hai fatto niente, faccia di maiale!”
“prendi orsù questa sabongia urticante,
Che il danno si rifletta sul tuo servo Sacripante!”
Continuarono così per un tempo infinito,
Mentre gli altri sotto un faggio: abbacchio scottadito
Bartolotta intervenne: “mi avete rotto il cazzo!
Questa battaglia è noiosa come fosse tra me e un pupazzo”
L’epica lotta stava ormai per tramontare,
Bailo con una magia: “che la pianura diventi il mare!!”
I restanti nemici scomparvero annegati
Dal livello dell’acqua gli eroi eran lievitati?
L’Arcistrauno disse: “sei abile con la magia,
Ma mai quanto l’eccelsa maga Bia!!
Ormai il tuo potere è praticamente esaurito,
Perirai sotto il peso delle mie ciabatte infradito”
Bailo rispose provando a mentire:
“gli assi nella mia manica non son destinati a finire!!”
Una voce da dietro: “tu menti bugiardo!”
Chiaramello sussurrava vestito da gattopardo.
“complimenti” disse l’Arcistrauno, “ti porti un buffone”
“per forza me l’ ha ordinato quel deficiente di Baucilione!”
“ora basta, la mia pazienza ha un fine,
Morirete allegramente come a capodanno le galline!”
Con le ultime sue forze Bailo para la mossa,
Ma l’impeto della magia li catapulta nella fossa!
Quale sarà il destino dei nostri eroi?
Ora non ve lo dico, magari ve lo dico poi..
“presto torniam dal re Baucilione
Che in una sala da pranzo ha già allestito un festone!!”
Arriva d’impatto, Bardac il nano
Inciampando sulle scale per un pelo di fagiano.
Quindi va a narrare l’accaduto al suo signore,
Che lo ascolta tristemente degustando 2 o 3 more.
venerdì 5 ottobre 2007
Langherans - Capitolo XIV
LANGHERANS
Le straordinarie e inenarrabili avventure di cavalieri e dame, elfi e nani, dei e fagiani, draghi e marrani dell'isola di Langherans!!
autore: Luca Filippo Bartolotta
CAPITOLO 14°
RIASSUNTO: davanti alla fossa dei penitenti i fantastici 4 incontrano parte delle forze empatiche guidate dal troll gigante Fraulo. Inizia la battaglia.
Usciti dal bosco degli orchi selvaggi
Gli eroi riposano all’ombra dei faggi.
Mangian lasagne del cuoco di corte
E per la magia fantastiche torte.
Riprendono insieme il loro camino
Motteggiando Chiaramello come fosse un bambino.
Vi avevo già detto niente insulti per un mese
Ma il calendario è aggiornato, il paggio ne rifà le spese.
Giungono infine ad una grande radura
in mezzo alla quale, l’ombra più scura.
“questa è la fossa che dei penitenti è chiamata
qui incontrai Bardac che degustava un’orzata!”
“gran belle storie oh Bartolotta, divertenti,
ma per diana un po’ di rispetto siam alla fossa dei penitenti.”
La vista dell’orco che non faceva cilecca
Vide l’empatiche come il musulmano la mecca.
Il nemico oramai era loro davanti
Il guerriero dal suo culo scagliava diamanti.
Gli ostensori eran guidati da un troll gigantesco
Fraulo era il suo nome, odorava di pesco.
Bartolotta ed Aimetti si pongono a difesa,
Bailo preparava una magia di offesa:
“con questa magia spezzerò il vostro ego,
insulto volgare al mio volere ti piego”
la magia ferisce l’io dei soldati
ma alcuni sono salvi e di sangue assetati.
Il troll possedeva uno scudo portentoso
Rifletteva la magia come un budino gelatinoso.
Fraulo attacca con una sciabola mortale
Con l’orco il confronto (ma è arma letale?)
I due combattenti eran della stessa stazza
Ma Fraulo era mosso dall’idiozia della sua razza.
Aimetti nel ventre nemico spinge la sua ascia,
il troll è per terra, la vita lo lascia.
L’orco esulta con un rutto assai roco
Ma Fraulo si rialza poiché non colpito dal fuoco!!
Or tocca al guerriero colpire la belva
Con la spada incantata dalla magia della selva
Bartolotta colpisce andando a segno
Ma le empatiche avevan già in mente il disegno.
Il capo che le guidava ormai era morto
Ma il numero esagerato delle loro schiere era sorto.
“Bailo ci serve una magia meravigliosa”:
“una palla di fuoco che profumi di rosa!!”
parte il globo dal profumo esaltante
magia sovrana degna di Dante.
L’esito della battaglia verrà presto definito
Dalla comparsa dell’Arcistrauno con le sue ciabatte infradito.
Le straordinarie e inenarrabili avventure di cavalieri e dame, elfi e nani, dei e fagiani, draghi e marrani dell'isola di Langherans!!
autore: Luca Filippo Bartolotta
CAPITOLO 14°
RIASSUNTO: davanti alla fossa dei penitenti i fantastici 4 incontrano parte delle forze empatiche guidate dal troll gigante Fraulo. Inizia la battaglia.
Usciti dal bosco degli orchi selvaggi
Gli eroi riposano all’ombra dei faggi.
Mangian lasagne del cuoco di corte
E per la magia fantastiche torte.
Riprendono insieme il loro camino
Motteggiando Chiaramello come fosse un bambino.
Vi avevo già detto niente insulti per un mese
Ma il calendario è aggiornato, il paggio ne rifà le spese.
Giungono infine ad una grande radura
in mezzo alla quale, l’ombra più scura.
“questa è la fossa che dei penitenti è chiamata
qui incontrai Bardac che degustava un’orzata!”
“gran belle storie oh Bartolotta, divertenti,
ma per diana un po’ di rispetto siam alla fossa dei penitenti.”
La vista dell’orco che non faceva cilecca
Vide l’empatiche come il musulmano la mecca.
Il nemico oramai era loro davanti
Il guerriero dal suo culo scagliava diamanti.
Gli ostensori eran guidati da un troll gigantesco
Fraulo era il suo nome, odorava di pesco.
Bartolotta ed Aimetti si pongono a difesa,
Bailo preparava una magia di offesa:
“con questa magia spezzerò il vostro ego,
insulto volgare al mio volere ti piego”
la magia ferisce l’io dei soldati
ma alcuni sono salvi e di sangue assetati.
Il troll possedeva uno scudo portentoso
Rifletteva la magia come un budino gelatinoso.
Fraulo attacca con una sciabola mortale
Con l’orco il confronto (ma è arma letale?)
I due combattenti eran della stessa stazza
Ma Fraulo era mosso dall’idiozia della sua razza.
Aimetti nel ventre nemico spinge la sua ascia,
il troll è per terra, la vita lo lascia.
L’orco esulta con un rutto assai roco
Ma Fraulo si rialza poiché non colpito dal fuoco!!
Or tocca al guerriero colpire la belva
Con la spada incantata dalla magia della selva
Bartolotta colpisce andando a segno
Ma le empatiche avevan già in mente il disegno.
Il capo che le guidava ormai era morto
Ma il numero esagerato delle loro schiere era sorto.
“Bailo ci serve una magia meravigliosa”:
“una palla di fuoco che profumi di rosa!!”
parte il globo dal profumo esaltante
magia sovrana degna di Dante.
L’esito della battaglia verrà presto definito
Dalla comparsa dell’Arcistrauno con le sue ciabatte infradito.
domenica 30 settembre 2007
Langherans - Capitolo XIII
LANGHERANS
Le straordinarie e inenarrabili avventure di cavalieri e dame, elfi e nani, dei e fagiani, draghi e marrani dell'isola di Langherans!!
autore: Luca Filippo Bartolotta
CAPITOLO 13
RIASSUNTO: i campioni di langherans scoprono che gli orchi si sono venduti all’Arcistrauno per possedere in un’orgia animale la sua amante. Gli eroi li riportano alla normalità convincendoli.
“cos’è successo al mio glorioso popolo”
Disse l’orco ancora scapolo.
“come mai questo territorio è dell’Arcistrauno?
I miei soldati non l’ han fermato davanti al leprecauno?
“che animale è che or non mi sovviene?”
Domandò il mago Bailo cortesemente e bene.
“il nome è frutto della mia fervida mente,
Mi serviva una rima tosto e velocemente!!”
S’ inoltran nel bosco; degli orchi alla ricerca
Coadiuvati dalla simpatia del mitico dio Serca!
“ma che dio è?” Chiese Bailo mangiando glassa
Rispose Aimetti: “or più non dimandare, ma guarda e passa!”
La scorta di rime stava finendo,
E i coglioni dell’autor si stavan rompendo!!
Quando finalmente e meno male
Trovarono gli orchi in un orgia animale
“cosa state combinando?” Suonò l’orco Aimetti
“niente!, facciam salir le urla di queste donne fino ai tetti!”
“come mai questo territorio dell’Arcistrauno è ora?”
Urlò l’orco Aimetti degustando una mora.
“ti abbiamo ripudiato come capitano!”
Rispose un orco di nome Celentano
“or sono io il comandante supremo!
Cementano è il mio nome, ho cantato anche a san remo!
Aimetti indiavolato estrasse la scure,
Riducendo l’avversario come fosse pure (nota: litote ribonucleica applicata dall’autore)
Con le rime non ci siamo intervenne Chiaramello
“zitto tu se non vuoi nel cul un ombrello!”
Dopo una lunga discussione scoprirono l’accaduto
L’Arcistrauno, la sua donna, agli orchi avea venduto!
“ci ha promesso un orgia in cambio del bosco,
Con quella gran gnocca dell’amante dal pertugio fosco!”
“bene, vi siete lasciati vendere per così poco,
Il cul di Chiaramello è più fondo di quel loco!!”
Gli orchi qui pensarono “già, non è male!”
E intrapresero vigorosi un’orgia anale.
Dopo due ore furon tutti contenti
Chiaramello digrignava “vengo col cul!!” Fra i denti
Adesso al paggio non più offese
Sicuramente se né riparlerà fra meno di un mese
Gli orchi sradicarono dell’Arcistrauno i cartelli
Ritornando nel bene come teneri fringuelli
Infine festeggiarono con banchetti e salsa cubana,
Fumando tutti insieme un mega bong di marijuana!
Gli eroi ripartono per la prossima tappa
La fossa dei penitenti! Si vede chiaro sulla mappa
Gli orchi salutano promettendo il loro aiuto,
“quando avete bisogno, Chiaramello suona il liuto!!”
Le straordinarie e inenarrabili avventure di cavalieri e dame, elfi e nani, dei e fagiani, draghi e marrani dell'isola di Langherans!!
autore: Luca Filippo Bartolotta
CAPITOLO 13
RIASSUNTO: i campioni di langherans scoprono che gli orchi si sono venduti all’Arcistrauno per possedere in un’orgia animale la sua amante. Gli eroi li riportano alla normalità convincendoli.
“cos’è successo al mio glorioso popolo”
Disse l’orco ancora scapolo.
“come mai questo territorio è dell’Arcistrauno?
I miei soldati non l’ han fermato davanti al leprecauno?
“che animale è che or non mi sovviene?”
Domandò il mago Bailo cortesemente e bene.
“il nome è frutto della mia fervida mente,
Mi serviva una rima tosto e velocemente!!”
S’ inoltran nel bosco; degli orchi alla ricerca
Coadiuvati dalla simpatia del mitico dio Serca!
“ma che dio è?” Chiese Bailo mangiando glassa
Rispose Aimetti: “or più non dimandare, ma guarda e passa!”
La scorta di rime stava finendo,
E i coglioni dell’autor si stavan rompendo!!
Quando finalmente e meno male
Trovarono gli orchi in un orgia animale
“cosa state combinando?” Suonò l’orco Aimetti
“niente!, facciam salir le urla di queste donne fino ai tetti!”
“come mai questo territorio dell’Arcistrauno è ora?”
Urlò l’orco Aimetti degustando una mora.
“ti abbiamo ripudiato come capitano!”
Rispose un orco di nome Celentano
“or sono io il comandante supremo!
Cementano è il mio nome, ho cantato anche a san remo!
Aimetti indiavolato estrasse la scure,
Riducendo l’avversario come fosse pure (nota: litote ribonucleica applicata dall’autore)
Con le rime non ci siamo intervenne Chiaramello
“zitto tu se non vuoi nel cul un ombrello!”
Dopo una lunga discussione scoprirono l’accaduto
L’Arcistrauno, la sua donna, agli orchi avea venduto!
“ci ha promesso un orgia in cambio del bosco,
Con quella gran gnocca dell’amante dal pertugio fosco!”
“bene, vi siete lasciati vendere per così poco,
Il cul di Chiaramello è più fondo di quel loco!!”
Gli orchi qui pensarono “già, non è male!”
E intrapresero vigorosi un’orgia anale.
Dopo due ore furon tutti contenti
Chiaramello digrignava “vengo col cul!!” Fra i denti
Adesso al paggio non più offese
Sicuramente se né riparlerà fra meno di un mese
Gli orchi sradicarono dell’Arcistrauno i cartelli
Ritornando nel bene come teneri fringuelli
Infine festeggiarono con banchetti e salsa cubana,
Fumando tutti insieme un mega bong di marijuana!
Gli eroi ripartono per la prossima tappa
La fossa dei penitenti! Si vede chiaro sulla mappa
Gli orchi salutano promettendo il loro aiuto,
“quando avete bisogno, Chiaramello suona il liuto!!”
martedì 18 settembre 2007
Langherans - Capitolo a parte: dettagliata storia delle cascate di Minerva
LANGHERANS
Le straordinarie e inenarrabili avventure di cavalieri e dame, elfi e nani, dei e fagiani, draghi e marrani dell'isola di Langherans!!
autore: Luca Filippo Bartolotta
RIASSUNTO: la fantomatica e aristotelica storia di come Minerva fu resa dea e Nascimbene tramutato in leggenda semi vivente, con la straordinaria partecipazione del dio fauno e la comparsa infingarda del malefico Arcistrauno.
Abitanti di langherans vi narrerò come supposto
Di un grande segreto che da anni è nascosto.
Nell’età dell’oro un uomo fu predetto
Per conoscere in prima persona di Minerva il rispetto.
Minerva era una donna bella e gioiosa
I capelli suoi eran fulgidi che parean mimosa
Che ardire era gradevolmente negli occhi,
In inverno vedevi la neve, in estate gli albicocchi.
Un giorno ella conobbe una persona aitante
Nascimbene era il suo nome e alloro avea come dante
Migliaia di spedizioni a cavallo del suo destriero
Aveva intrapreso e lo dico per davvero
Alla vista di quell’uomo la ragazza si perdette
Nel tunnel dell’amore, per di anni più di sette!
Nascimbene il tempo non avea di consolarla
La portava però in spiaggia ogni tanto per baciarla..
Nell’età del ferro un dramma colpì tutti
Un traditore dal castello rubava dei prosciutti
Nascimbene lo vide e lo colse sul misfatto
Insieme alla sua donzella che teneva in braccio un gatto
Pronto a combattere estrasse la sua spada
Era una spada di marca, la sua firma era prada
Il traditore per primo scagliò la sua freccia
Lasciando nella donzella una profonda breccia.
La giovine cadde per l’intenso dolore
La freccia era penetrata dritta nel suo cuore
Il traditore nel mentre se la stava dando a gambe
Ma Nascimbene lo seguì massacrandolo alla grande
Tornò poi da Minerva che era in fin di vita
E le tolse infin la freccia che per punta avea una matita
Apparse il dio fauno che commosso dall’accaduto
Salvò Minerva regalandole un bel liuto
“la tua vita ho salvato ma un patto è da pagare..”
Nascimbene rispose “fai di me ciò che devi fare!”
Fauno allora: “Minerva sarà dea e lo resterà in eterno,
Nascimbene diventi fantasma finché durerà l’inverno.
In inverno Nascimbene tramuterà d’aspetto
Divenendo un supporto per di Baucilione il tetto
Con una lagrima della fanciulla che le resta di riserva,
Darò luogo finalmente alle cascate di Minerva!!”
Quel manigoldo di cui parlavo conosceva il dio fauno
Il nome che si portava dietro era quello di Arcistrauno
Egli rimase l’unico a sapere dell’accaduto
E per questo donò ai buffoni la mitica arte del liuto!
Agli altri venne detto che per Wilbur l’eremita,
Le cascate persero il suo nome e lui divenne ermafrodita
E mentre tutta langherans pasteggiava col caviale,
Il dio fauno,non da meno, creò il diluvio universale!!
Le straordinarie e inenarrabili avventure di cavalieri e dame, elfi e nani, dei e fagiani, draghi e marrani dell'isola di Langherans!!
autore: Luca Filippo Bartolotta
RIASSUNTO: la fantomatica e aristotelica storia di come Minerva fu resa dea e Nascimbene tramutato in leggenda semi vivente, con la straordinaria partecipazione del dio fauno e la comparsa infingarda del malefico Arcistrauno.
Abitanti di langherans vi narrerò come supposto
Di un grande segreto che da anni è nascosto.
Nell’età dell’oro un uomo fu predetto
Per conoscere in prima persona di Minerva il rispetto.
Minerva era una donna bella e gioiosa
I capelli suoi eran fulgidi che parean mimosa
Che ardire era gradevolmente negli occhi,
In inverno vedevi la neve, in estate gli albicocchi.
Un giorno ella conobbe una persona aitante
Nascimbene era il suo nome e alloro avea come dante
Migliaia di spedizioni a cavallo del suo destriero
Aveva intrapreso e lo dico per davvero
Alla vista di quell’uomo la ragazza si perdette
Nel tunnel dell’amore, per di anni più di sette!
Nascimbene il tempo non avea di consolarla
La portava però in spiaggia ogni tanto per baciarla..
Nell’età del ferro un dramma colpì tutti
Un traditore dal castello rubava dei prosciutti
Nascimbene lo vide e lo colse sul misfatto
Insieme alla sua donzella che teneva in braccio un gatto
Pronto a combattere estrasse la sua spada
Era una spada di marca, la sua firma era prada
Il traditore per primo scagliò la sua freccia
Lasciando nella donzella una profonda breccia.
La giovine cadde per l’intenso dolore
La freccia era penetrata dritta nel suo cuore
Il traditore nel mentre se la stava dando a gambe
Ma Nascimbene lo seguì massacrandolo alla grande
Tornò poi da Minerva che era in fin di vita
E le tolse infin la freccia che per punta avea una matita
Apparse il dio fauno che commosso dall’accaduto
Salvò Minerva regalandole un bel liuto
“la tua vita ho salvato ma un patto è da pagare..”
Nascimbene rispose “fai di me ciò che devi fare!”
Fauno allora: “Minerva sarà dea e lo resterà in eterno,
Nascimbene diventi fantasma finché durerà l’inverno.
In inverno Nascimbene tramuterà d’aspetto
Divenendo un supporto per di Baucilione il tetto
Con una lagrima della fanciulla che le resta di riserva,
Darò luogo finalmente alle cascate di Minerva!!”
Quel manigoldo di cui parlavo conosceva il dio fauno
Il nome che si portava dietro era quello di Arcistrauno
Egli rimase l’unico a sapere dell’accaduto
E per questo donò ai buffoni la mitica arte del liuto!
Agli altri venne detto che per Wilbur l’eremita,
Le cascate persero il suo nome e lui divenne ermafrodita
E mentre tutta langherans pasteggiava col caviale,
Il dio fauno,non da meno, creò il diluvio universale!!
mercoledì 12 settembre 2007
Langherans - Capitolo a parte: la cena dell’Arcistrauno
LANGHERANS
Le straordinarie e inenarrabili avventure di cavalieri e dame, elfi e nani, dei e fagiani, draghi e marrani dell'isola di Langherans!!
autore: Luca Filippo Bartolotta
RIASSUNTO: l’Arcistrauno è nel palazzo di Piramidal, ha già conquistato tutti i territori circostanti e si appresta a fare un comizio con le sue truppe durante una lauta cena; qui s’infervora contro i suoi uomini per la loro negligenza nei confronti dei 4 eroi (+spiegazione ricetta leprecauno all’apoteosi).
“siamo qui riuniti per questa lauta cena,
Antipasti, primi, secondi e una balena.
Vi ho radunati stasera non per elogiarvi,
Ma un resoconto degli avvenimenti nefasti devo farvi.
In primis, dal re Baucilione siete stati sopraffatti,
Come un branco di pinguini nascosti negli anfratti.
Avete avuto paura come dei marrani…
Per punizione vi scorticherò come faccio con i cani.
In secundis, poi vi frusterò a malapena,
Finché le vostre ossa non andranno in cancrena.
Con un gesto famelico vi strapperò gli occhi,
Verrete però puliti da tutti i pidocchi.
In terzis, vi immergerò nell’acido bollente
Fino a che di voi non rimarrà più niente;
Che queste parole siano di ammonimento
Per vincere la battaglia veloci come il vento!!”
Finalmente gli antipasti vengono portati,
Le truppe ingorde assaltano anche gli invitati
Venne servito caviale e scimpanzé
Affiancato gradevolmente con dell’oca il paté.
Riprese l’Arcistrauno il suo avido discorso
Intanto quei suoi uomini ascoltavan con rimorso
“bisogna cambiare, non più negligenza
Levare la rete e attaccarla alla lenza!!”
Il discorso venne interrotto tutto ad un tratto,
Dalla seconda portata: occhi di gatto.
Eran serviti con contorno di carne prescelta
Selezionata apposta calcolandone il delta (^)
Stupiti tutti dalla strana sorpresa,
Chiesero spiegazioni degustando una fesa.
L’Arcistrauno subito zittì i suoi compagni…
“rapiremo Baucilione come ad Anagni!!!!”
Un applauso sbottò nella sala addobbata,
Gridò un nano in piedi: “acuna matata!!!”
Entra un servo alla cena dell’Arcistrauno
“la portata principale è all’apoteosi il leprecauno!!”
Nel medesimo istante la gente borbottò,
“cos’è un leprecauno?? Ora lo so!!”
L’Arcistrauno si alzò ed annunciò la ricetta
A tutti coloro che la volevano in fretta!!
“si prenda un leprecauno, lo si riempia di lauro,
Aggiungete al ripieno barba di minotauro.
Indi cospargetelo di olio d’oliva
Sputateci sopra, non guasta la saliva.
A quel punto mettetelo dentro un tegame
Mi raccomando non sbagliate dev’ esser pelle di cane (cane si pronuncia came e si scrive cane!!)
Buttatelo in forno e nella cottura…
La panna in abbondanza come neve da un’altura!!
Finite la cottura per altri 2 minuti,
Stavolta però solo 3 sputi.
Servito con capperi, paté di lepre e cardi..
Vi leccherete i gomiti, è una ricetta dei bardi!!”
Le straordinarie e inenarrabili avventure di cavalieri e dame, elfi e nani, dei e fagiani, draghi e marrani dell'isola di Langherans!!
autore: Luca Filippo Bartolotta
RIASSUNTO: l’Arcistrauno è nel palazzo di Piramidal, ha già conquistato tutti i territori circostanti e si appresta a fare un comizio con le sue truppe durante una lauta cena; qui s’infervora contro i suoi uomini per la loro negligenza nei confronti dei 4 eroi (+spiegazione ricetta leprecauno all’apoteosi).
“siamo qui riuniti per questa lauta cena,
Antipasti, primi, secondi e una balena.
Vi ho radunati stasera non per elogiarvi,
Ma un resoconto degli avvenimenti nefasti devo farvi.
In primis, dal re Baucilione siete stati sopraffatti,
Come un branco di pinguini nascosti negli anfratti.
Avete avuto paura come dei marrani…
Per punizione vi scorticherò come faccio con i cani.
In secundis, poi vi frusterò a malapena,
Finché le vostre ossa non andranno in cancrena.
Con un gesto famelico vi strapperò gli occhi,
Verrete però puliti da tutti i pidocchi.
In terzis, vi immergerò nell’acido bollente
Fino a che di voi non rimarrà più niente;
Che queste parole siano di ammonimento
Per vincere la battaglia veloci come il vento!!”
Finalmente gli antipasti vengono portati,
Le truppe ingorde assaltano anche gli invitati
Venne servito caviale e scimpanzé
Affiancato gradevolmente con dell’oca il paté.
Riprese l’Arcistrauno il suo avido discorso
Intanto quei suoi uomini ascoltavan con rimorso
“bisogna cambiare, non più negligenza
Levare la rete e attaccarla alla lenza!!”
Il discorso venne interrotto tutto ad un tratto,
Dalla seconda portata: occhi di gatto.
Eran serviti con contorno di carne prescelta
Selezionata apposta calcolandone il delta (^)
Stupiti tutti dalla strana sorpresa,
Chiesero spiegazioni degustando una fesa.
L’Arcistrauno subito zittì i suoi compagni…
“rapiremo Baucilione come ad Anagni!!!!”
Un applauso sbottò nella sala addobbata,
Gridò un nano in piedi: “acuna matata!!!”
Entra un servo alla cena dell’Arcistrauno
“la portata principale è all’apoteosi il leprecauno!!”
Nel medesimo istante la gente borbottò,
“cos’è un leprecauno?? Ora lo so!!”
L’Arcistrauno si alzò ed annunciò la ricetta
A tutti coloro che la volevano in fretta!!
“si prenda un leprecauno, lo si riempia di lauro,
Aggiungete al ripieno barba di minotauro.
Indi cospargetelo di olio d’oliva
Sputateci sopra, non guasta la saliva.
A quel punto mettetelo dentro un tegame
Mi raccomando non sbagliate dev’ esser pelle di cane (cane si pronuncia came e si scrive cane!!)
Buttatelo in forno e nella cottura…
La panna in abbondanza come neve da un’altura!!
Finite la cottura per altri 2 minuti,
Stavolta però solo 3 sputi.
Servito con capperi, paté di lepre e cardi..
Vi leccherete i gomiti, è una ricetta dei bardi!!”
domenica 2 settembre 2007
Langherans - Capitolo XII
LANGHERANS
Le straordinarie e inenarrabili avventure di cavalieri e dame, elfi e nani, dei e fagiani, draghi e marrani dell'isola di Langherans!!
autore: Luca Filippo Bartolotta
CAPITOLO 12
RIASSUNTO: i protagonisti indifferenti alla musica del villaggio, decidono allegramente di sterminarne la popolazione.
Alle dieci della sera il misfatto avene,
un buffone estrasse un liuto in pelle di renne.
Gli altri lo seguirono a spron battuto
Contenti della musica del proprio liuto.
I timpani dell’orco risonaron roboanti
Ed uccise il primo buffone che gli stava davanti.
Gli staccò la testa con un morso poderoso
E per qualche secondo si concesse un riposo.
Bailo urlò:”questi suoni io detesto!!!
Che per questi buffoni sia il buio più pesto.
I buffoni accecati dalla magia infame
Sugli occhi avean delle fette di salame.
Strali di luce parton dal mago
Trapassano i musici ma egli non è pago.
Bartolotta dal fodero estrae la balestra
Trafiggendo gli occhi dei buffoni alla finestra.
L’ascia di Aimetti tuonava pesante
Di membra maciullate ce n’eran già tante.
I paggio gridava: “fermate il macello
In nome di Dio e di Matteo Chiaramello!”
Bailo per zittirlo lo squadrò assai torvo:
“che dalla bocca ti esca un simpatico corvo!”
intanto Bartolotta con la spada incantata
trasforma le genti in acqua salata.
Presto sorse il sole splendente
E dei buffoni ormai non rimaneva più niente.
Per esser sicuro di aver distrutto tutto
Aimetti scagliò un suo mitico rutto.
Il vento mortale portò via ogni cosa
Ma rimase indomita solamente una rosa.
In quella era racchiuso il paggio Chiaramello
Tremante come una foglia con in bocca il nero uccello.
“dobbiamo proseguire per degli orchi la foresta!”
sbottò Bartolotta (nella man, d’un buffone la testa)
“faremo colazione con questo animale
dal nome elegante: la nutria del sale.
Famosa per vivere tra i frutti marini
Infetta con l’antrace dei marinai i postini.”
Finito il ricco pasto partirono i nostri
Per distruggere delle truppe empatiche i rostri.
Svelti attraversano il braccio del fiume
passando su di un ponte fatto di candide piume.
Entrano insieme nella zona dell’orco
E notano il simbolo dell’Arcistrauno un po’ sporco.
Chiaramello s’inchina e pulisce per bene
La scritta che compare raggela il sangue nelle vene.
“questo territorio dell’Arcistrauno è ora,
presto diverrà la mia sfarzosa dimora!!!”
Le straordinarie e inenarrabili avventure di cavalieri e dame, elfi e nani, dei e fagiani, draghi e marrani dell'isola di Langherans!!
autore: Luca Filippo Bartolotta
CAPITOLO 12
RIASSUNTO: i protagonisti indifferenti alla musica del villaggio, decidono allegramente di sterminarne la popolazione.
Alle dieci della sera il misfatto avene,
un buffone estrasse un liuto in pelle di renne.
Gli altri lo seguirono a spron battuto
Contenti della musica del proprio liuto.
I timpani dell’orco risonaron roboanti
Ed uccise il primo buffone che gli stava davanti.
Gli staccò la testa con un morso poderoso
E per qualche secondo si concesse un riposo.
Bailo urlò:”questi suoni io detesto!!!
Che per questi buffoni sia il buio più pesto.
I buffoni accecati dalla magia infame
Sugli occhi avean delle fette di salame.
Strali di luce parton dal mago
Trapassano i musici ma egli non è pago.
Bartolotta dal fodero estrae la balestra
Trafiggendo gli occhi dei buffoni alla finestra.
L’ascia di Aimetti tuonava pesante
Di membra maciullate ce n’eran già tante.
I paggio gridava: “fermate il macello
In nome di Dio e di Matteo Chiaramello!”
Bailo per zittirlo lo squadrò assai torvo:
“che dalla bocca ti esca un simpatico corvo!”
intanto Bartolotta con la spada incantata
trasforma le genti in acqua salata.
Presto sorse il sole splendente
E dei buffoni ormai non rimaneva più niente.
Per esser sicuro di aver distrutto tutto
Aimetti scagliò un suo mitico rutto.
Il vento mortale portò via ogni cosa
Ma rimase indomita solamente una rosa.
In quella era racchiuso il paggio Chiaramello
Tremante come una foglia con in bocca il nero uccello.
“dobbiamo proseguire per degli orchi la foresta!”
sbottò Bartolotta (nella man, d’un buffone la testa)
“faremo colazione con questo animale
dal nome elegante: la nutria del sale.
Famosa per vivere tra i frutti marini
Infetta con l’antrace dei marinai i postini.”
Finito il ricco pasto partirono i nostri
Per distruggere delle truppe empatiche i rostri.
Svelti attraversano il braccio del fiume
passando su di un ponte fatto di candide piume.
Entrano insieme nella zona dell’orco
E notano il simbolo dell’Arcistrauno un po’ sporco.
Chiaramello s’inchina e pulisce per bene
La scritta che compare raggela il sangue nelle vene.
“questo territorio dell’Arcistrauno è ora,
presto diverrà la mia sfarzosa dimora!!!”
mercoledì 29 agosto 2007
Langherans - Capitolo XI
LANGHERANS
Le straordinarie e inenarrabili avventure di cavalieri e dame, elfi e nani, dei e fagiani, draghi e marrani dell'isola di Langherans!!
autore: Luca Filippo Bartolotta
CAPITOLO 11
RIASSUNTO: gli uomini arrivano al roseto dei buffoni, patria del paggio Chiaramello. Qui vengono accolti dallo strano popolo che offre loro un concerto di liuti.
Attraversano il fiume grazie ad un ponte,
costruito con i denti di un nobile conte.
Bartolotta è primo, seguito dal paggio;
dietro il mago e l’orco discuton sul viaggio.
Insieme si trovano a metà del ponte
Quando improvvisamente questo si sgretola di sua sponte.
Stanno cadendo verso le acque del fiume
Ma il mago si salva in un vortice di piume.
L’orco Aimetti balza e si fa grande come un’onda
Perno sul nagheronte si trova sull’altra sponda.
Bartolotta precipita nel vuoto senza rete
Ma sguaina la spada e la incaglia nella parete.
Chiaramello ormai, quasi nelle acque,
si ricordò del liuto ed un’idea gli nacque.
Strappa le corde al liuto con vigore,
le lancia aggrappandosi ad una pianta di more.
Il mago con una magia i due fa levitare
E dall’altra parte del fiume li fa ritornare.
Stanchi ed afflitti per la brutta avventura
S’incamminano al roseto senza cavalcatura.
“questa è la mia patria” sbottò Chiaramello
“qui quando piove ci vuole l’ombrello.
Vive la mia gente stirpe di buffoni,
un giorno me n andai, ne avevo pieni i coglioni!”
rose giganti tutt’intorno a loro
la gente li accoglie con uno splendido coro.
Il buffone più anziano già si avvicina
Eseguendo del circo ogni disciplina.
All’interno delle rose vi eran le case,
ognuna contenente un’assurda frase.
Una di queste in particolare
Diceva così:”andate a cagare!”
All’imbrunir della sera s’intraprende una festa,
davanti ad un piatto di squisita minestra.
L’orco Aimetti scontento di ciò
Borbottò sottovoce: “la minestra, no.”
Bartolotta si avvicina con in mano una balestra
“mi hai rotto le palle, mangia sta minestra!”
per la prima volta l’orco assaggiò
né restò assai felice e tre piatti ne pigliò.
“ora ho capito il senso della vita,
cospargerò di minestra le mie dieci dita”
durante la festa avvenne un misfatto,
un concerto di liuti dai buffoni fu fatto.
I nostri trovarono lo spettacolo assai bello
E portarono in trionfo Matteo Chiaramello.
“il nostro parente da noi è tornato,
festeggiamo mangiando del vitello tonnato”
Le straordinarie e inenarrabili avventure di cavalieri e dame, elfi e nani, dei e fagiani, draghi e marrani dell'isola di Langherans!!
autore: Luca Filippo Bartolotta
CAPITOLO 11
RIASSUNTO: gli uomini arrivano al roseto dei buffoni, patria del paggio Chiaramello. Qui vengono accolti dallo strano popolo che offre loro un concerto di liuti.
Attraversano il fiume grazie ad un ponte,
costruito con i denti di un nobile conte.
Bartolotta è primo, seguito dal paggio;
dietro il mago e l’orco discuton sul viaggio.
Insieme si trovano a metà del ponte
Quando improvvisamente questo si sgretola di sua sponte.
Stanno cadendo verso le acque del fiume
Ma il mago si salva in un vortice di piume.
L’orco Aimetti balza e si fa grande come un’onda
Perno sul nagheronte si trova sull’altra sponda.
Bartolotta precipita nel vuoto senza rete
Ma sguaina la spada e la incaglia nella parete.
Chiaramello ormai, quasi nelle acque,
si ricordò del liuto ed un’idea gli nacque.
Strappa le corde al liuto con vigore,
le lancia aggrappandosi ad una pianta di more.
Il mago con una magia i due fa levitare
E dall’altra parte del fiume li fa ritornare.
Stanchi ed afflitti per la brutta avventura
S’incamminano al roseto senza cavalcatura.
“questa è la mia patria” sbottò Chiaramello
“qui quando piove ci vuole l’ombrello.
Vive la mia gente stirpe di buffoni,
un giorno me n andai, ne avevo pieni i coglioni!”
rose giganti tutt’intorno a loro
la gente li accoglie con uno splendido coro.
Il buffone più anziano già si avvicina
Eseguendo del circo ogni disciplina.
All’interno delle rose vi eran le case,
ognuna contenente un’assurda frase.
Una di queste in particolare
Diceva così:”andate a cagare!”
All’imbrunir della sera s’intraprende una festa,
davanti ad un piatto di squisita minestra.
L’orco Aimetti scontento di ciò
Borbottò sottovoce: “la minestra, no.”
Bartolotta si avvicina con in mano una balestra
“mi hai rotto le palle, mangia sta minestra!”
per la prima volta l’orco assaggiò
né restò assai felice e tre piatti ne pigliò.
“ora ho capito il senso della vita,
cospargerò di minestra le mie dieci dita”
durante la festa avvenne un misfatto,
un concerto di liuti dai buffoni fu fatto.
I nostri trovarono lo spettacolo assai bello
E portarono in trionfo Matteo Chiaramello.
“il nostro parente da noi è tornato,
festeggiamo mangiando del vitello tonnato”
sabato 18 agosto 2007
Langherans - Capitolo X
LANGHERANS
Le straordinarie e inenarrabili avventure di cavalieri e dame, elfi e nani, dei e fagiani, draghi e marrani dell'isola di Langherans!!
autore: Luca Filippo Bartolotta
CAPITOLO 10
RIASSUNTO: gli eroi si armano per andare contro l’Arcistrauno e cominciano il loro viaggio intorno all’isola poiché il sottopassaggio Wallace è stato fatto crollare dalle forze empatiche.
Siamo nell’armeria del castello di Baucilione,
i 4 eroi si son radunati non per fare un festone.
Prendon le armi, gli scudi le armature;
controllando se le ultime son abbastanza dure.
L’orco Aimetti afferra una lama,
ingoiandosi poi con del castello una dama.
Intanto Bartolotta con sguardo ben fiero,
pasteggia spontaneo nella cucina di Gualtiero.
Chiaramello impugna di lapislazzuli un arco
Mentre Zizzo l’alchimista fuma libero nel parco.
Qualcuno si chiede di chi stiamo parlando,
di un uomo assai saggio ma che vive fumando.
Crea filtri, pozioni e medicinali,
inoltre a tempo perso si dedica ai maiali.
Dona al mago le due pozioni più forti,
dandogli un bong e pantaloncini corti.
“grazie non fumo e non vesto sgargiantemente,
non sono Baucilione, il re deficiente.”
Gli uomini son pronti sul far della sera
Portandosi a sacco involtin primavera.
Magico cibo di Zizzo l’alchimista
Che dona vigore ed annebbia la vista.
Un gran equipaggio hanno già ricevuto
in un angolo Chiaramello si diletta col liuto.
Gli altri 3 eroi contemporaneamente
Sfasciano al paggio il liuto su un dente.
Arriva infine un messo del re
Urlando e sbraitando non si sa il perché.
“il sottopassaggio han fatto crollare,
per un’altra strada dovrete passare
attraverso le vigne ed il roseto dei buffoni,
poi nel bosco degli orchi, simpatici burloni!
Giungerete poi alla fossa dei penitenti
Ricordata nei libri per i mitici eventi.
Quindi sarete al degli elfi il villaggio,
lì vi abbandonerà Chiaramello il paggio.
Da qui in avanti saran fatti vostri,
ve la vedrete con l’Arcistrauno ed i suoi famelici rostri.
Un consiglio vi do:non siate imprudenti!
Correte veloci e mi raccomando.. attenti!!
Dette le parole il paggio se ne parte,
portandosi dietro quattordici sarte.
Ma prima di uscire guardò Chiaramello
E strizzandogli l’occhio gli disse:”sei bello!!”
Partono a sud del castello gli eroi,
trovandosi davanti ad una mandria di buoi.
Dissero all’orco:”son dei nagheronti,
urla loro nell’orecchio, vedrai, son tonti!”
decidono di prendere i veloci animali
sembran che ai piedi abbian le ali.
Presto arrivano al fiume roboante
Quando l’orco di voglie ne aveva già tante.
Le straordinarie e inenarrabili avventure di cavalieri e dame, elfi e nani, dei e fagiani, draghi e marrani dell'isola di Langherans!!
autore: Luca Filippo Bartolotta
CAPITOLO 10
RIASSUNTO: gli eroi si armano per andare contro l’Arcistrauno e cominciano il loro viaggio intorno all’isola poiché il sottopassaggio Wallace è stato fatto crollare dalle forze empatiche.
Siamo nell’armeria del castello di Baucilione,
i 4 eroi si son radunati non per fare un festone.
Prendon le armi, gli scudi le armature;
controllando se le ultime son abbastanza dure.
L’orco Aimetti afferra una lama,
ingoiandosi poi con del castello una dama.
Intanto Bartolotta con sguardo ben fiero,
pasteggia spontaneo nella cucina di Gualtiero.
Chiaramello impugna di lapislazzuli un arco
Mentre Zizzo l’alchimista fuma libero nel parco.
Qualcuno si chiede di chi stiamo parlando,
di un uomo assai saggio ma che vive fumando.
Crea filtri, pozioni e medicinali,
inoltre a tempo perso si dedica ai maiali.
Dona al mago le due pozioni più forti,
dandogli un bong e pantaloncini corti.
“grazie non fumo e non vesto sgargiantemente,
non sono Baucilione, il re deficiente.”
Gli uomini son pronti sul far della sera
Portandosi a sacco involtin primavera.
Magico cibo di Zizzo l’alchimista
Che dona vigore ed annebbia la vista.
Un gran equipaggio hanno già ricevuto
in un angolo Chiaramello si diletta col liuto.
Gli altri 3 eroi contemporaneamente
Sfasciano al paggio il liuto su un dente.
Arriva infine un messo del re
Urlando e sbraitando non si sa il perché.
“il sottopassaggio han fatto crollare,
per un’altra strada dovrete passare
attraverso le vigne ed il roseto dei buffoni,
poi nel bosco degli orchi, simpatici burloni!
Giungerete poi alla fossa dei penitenti
Ricordata nei libri per i mitici eventi.
Quindi sarete al degli elfi il villaggio,
lì vi abbandonerà Chiaramello il paggio.
Da qui in avanti saran fatti vostri,
ve la vedrete con l’Arcistrauno ed i suoi famelici rostri.
Un consiglio vi do:non siate imprudenti!
Correte veloci e mi raccomando.. attenti!!
Dette le parole il paggio se ne parte,
portandosi dietro quattordici sarte.
Ma prima di uscire guardò Chiaramello
E strizzandogli l’occhio gli disse:”sei bello!!”
Partono a sud del castello gli eroi,
trovandosi davanti ad una mandria di buoi.
Dissero all’orco:”son dei nagheronti,
urla loro nell’orecchio, vedrai, son tonti!”
decidono di prendere i veloci animali
sembran che ai piedi abbian le ali.
Presto arrivano al fiume roboante
Quando l’orco di voglie ne aveva già tante.
domenica 29 luglio 2007
Langherans - Capitolo IX
LANGHERANS
Le straordinarie e inenarrabili avventure di cavalieri e dame, elfi e nani, dei e fagiani, draghi e marrani dell'isola di Langherans!!
autore: Luca Filippo Bartolotta
CAPITOLO 9
RIASSUNTO: le forze empatiche sconfiggono gli orrendi abitanti della palude stigia, arrivando infine alla dimora di mastro Piramidal. Intanto il cavalier Bartolotta e il mago Bailo arrivano da Baucilione.
Attraversano fieri l’orrida palude
Con le mani in tasca pensando a donne nude.
Erano guidati da un malvagio comandante,
le mani nelle mutande, il suo nome era Sacripante.
Intorno a loro si sentono strani movimenti,
le forze empatiche cominciano a battere i denti.
Qualcuno dal fondo: “tenetevi pronti
Ai famosi bacherozzi grandi come bisonti”
Dalle selve adiacenti arrivano i mostri,
ma ricordiamo delle forze i mitici rostri.
Ma i rostri nella palude servirono a poco
Lo spazio era angusto in quello sporco loco.
Attaccano i bacherozzi con grande vigore
Mentre a palazzo il mago Bailo evocava le more.
La prova così era già superata
E festeggiarono tutti con un’immensa crostata.
Gli insetti intanto sputavano veleno
Le empatiche si difendono con scudi di fieno.
L’indomito fieno al fin si discioglie,
qualcuno che urla:”avvertite mia moglie!!”
Sacripante si alza ed urla feroce:
“dobbiamo arrivare dalla palude alla foce.”
Le forze empatiche usano l’arma segreta
Estraggono insieme scudi di creta.
Con le spade uccidono i mostri orrendi,
gridarono in coro: “ciapa, prendi!”
i bacherozzi non riescono a contrattaccare
ma il loro sciamano usa la forza del mare.
Tutti i loro sforzi risultan però vani,
le forze empatiche erano di numero sovrani.
Così son sterminati tutti i bacherozzi,
i corpi galleggiavano nei ruscelli zozzi.
Con fatica le truppe arrivarono alla Piramidal dimora
Trovando all’ingresso la sua nuda signora.
Stanchi e spossati vi entrano tutti,
emettendo versi di gioia, quali rutti.
La scena si sposta al castello del re
Dove tutti gli invitati si facean il bidet.
Il mago è riuscito nella prova richiesta,
anche l’oro si congratula ma non vuole minestra.
Ora sono riuniti i tre paladini,
mago, guerriero e capo degli orchi sopraffini.
Accompagnati dal paggio di Baucilione
Del liuto maestro: Chiaramello il buffone.
Come andrà a finire questa bella avventura?
La lasceremo alle sorti di madre natura.
Ma sto scherzando, lo sapete ormai bene,
comparirà ancora il fantasma Nascimbene?
Le straordinarie e inenarrabili avventure di cavalieri e dame, elfi e nani, dei e fagiani, draghi e marrani dell'isola di Langherans!!
autore: Luca Filippo Bartolotta
CAPITOLO 9
RIASSUNTO: le forze empatiche sconfiggono gli orrendi abitanti della palude stigia, arrivando infine alla dimora di mastro Piramidal. Intanto il cavalier Bartolotta e il mago Bailo arrivano da Baucilione.
Attraversano fieri l’orrida palude
Con le mani in tasca pensando a donne nude.
Erano guidati da un malvagio comandante,
le mani nelle mutande, il suo nome era Sacripante.
Intorno a loro si sentono strani movimenti,
le forze empatiche cominciano a battere i denti.
Qualcuno dal fondo: “tenetevi pronti
Ai famosi bacherozzi grandi come bisonti”
Dalle selve adiacenti arrivano i mostri,
ma ricordiamo delle forze i mitici rostri.
Ma i rostri nella palude servirono a poco
Lo spazio era angusto in quello sporco loco.
Attaccano i bacherozzi con grande vigore
Mentre a palazzo il mago Bailo evocava le more.
La prova così era già superata
E festeggiarono tutti con un’immensa crostata.
Gli insetti intanto sputavano veleno
Le empatiche si difendono con scudi di fieno.
L’indomito fieno al fin si discioglie,
qualcuno che urla:”avvertite mia moglie!!”
Sacripante si alza ed urla feroce:
“dobbiamo arrivare dalla palude alla foce.”
Le forze empatiche usano l’arma segreta
Estraggono insieme scudi di creta.
Con le spade uccidono i mostri orrendi,
gridarono in coro: “ciapa, prendi!”
i bacherozzi non riescono a contrattaccare
ma il loro sciamano usa la forza del mare.
Tutti i loro sforzi risultan però vani,
le forze empatiche erano di numero sovrani.
Così son sterminati tutti i bacherozzi,
i corpi galleggiavano nei ruscelli zozzi.
Con fatica le truppe arrivarono alla Piramidal dimora
Trovando all’ingresso la sua nuda signora.
Stanchi e spossati vi entrano tutti,
emettendo versi di gioia, quali rutti.
La scena si sposta al castello del re
Dove tutti gli invitati si facean il bidet.
Il mago è riuscito nella prova richiesta,
anche l’oro si congratula ma non vuole minestra.
Ora sono riuniti i tre paladini,
mago, guerriero e capo degli orchi sopraffini.
Accompagnati dal paggio di Baucilione
Del liuto maestro: Chiaramello il buffone.
Come andrà a finire questa bella avventura?
La lasceremo alle sorti di madre natura.
Ma sto scherzando, lo sapete ormai bene,
comparirà ancora il fantasma Nascimbene?
mercoledì 25 luglio 2007
Langherans - Capitolo VIII
LANGHERANS
Le straordinarie e inenarrabili avventure di cavalieri e dame, elfi e nani, dei e fagiani, draghi e marrani dell'isola di Langherans!!
autore: Luca Filippo Bartolotta
CAPITOLO 8
RIASSUNTO: incontro di Bartolotta con il mago Bailo. Le forze empatiche attraversano la palude Stigia.
Bartolotta bussa ai portoni della torre
Ed il mago Bailo, dalle scale, velocemente se la corre.
La porta si apre, avviene l’incontro;
mentre un piatto di lasagne avean già pronto.
Il mago Bailo aveva un aspetto minuto,
ma al contrario di Chiaramello non suonava il liuto.
Un cappello triangolare portava sulla testa,
la gente che lo vedeva faceva gran festa.
La magia degli elementi padroneggiava sicuro,
ma camminando distratto, sbattea contro il muro.
Conosceva, inoltre, la magia proibita;
grazie al proficuo uso della menta piperita.
Quest’ultima cosa era tenuta segreta,
in una stanza contrassegnata dalla lettera beta. ()
se avesse svelato i suoi poteri arcani,
l’avrebbero cacciato tagliandogli le mani.
“amico mio” disse il cavaliere,
“svelami la bontà del formaggio con le pere!”
“non è questo il momento di dir cretinate”
tuonò il mago prendendolo a bastonate.
“a me è chiaro il motivo del tuo arrivo
(tra sé: nel mio cuore lo terrò per sempre assai vivo)
dell’Arcistrauno il disegno dobbiamo sbaragliare,
ma intanto entra: andiamo a mangiare!”
la torre della magia era un luogo incantato
ed il prato tutt’intorno sembrava fatato.
Ampi salotti, spazi infiniti..
Uomini nudi sui muri scolpiti.
“abbiamo bisogno del tuo magico aiuto”
mangiando con orgoglio un fagiano poco astuto!
“già mi è noto” rispose il buon mago
“leggo il passato nel mio limpido lago!”
“ti accompagnerò io durante il tuo viaggio
(tra sé: dei poteri dell’Arcistrauno voglio avere un assaggio!)
i due si accordarono per partire immediatamente
alla volta del castello di Baucilione il deficiente.
Intanto nell’ombra oscura e lontana,
milioni di truppe tessevano lana.
Attraversando unite la palude stigia,
le empatiche si dirigevano al castello della cupidigia.
La palude però era puzzolente e schifosa,
e l’amante dell’Arcistrauno era di sesso vogliosa.
Tra boschi, pozzanghere ed orribili insetti,
intravedean del castello i piramidali tetti.
L’Arcistrauno al contempo nella torre riposa,
mentre l’amante si sa, era ancor più vogliosa.
Era una strega, cattiva e malvagia..
Beveva petrolio e pisciava acqua ragia.
Le straordinarie e inenarrabili avventure di cavalieri e dame, elfi e nani, dei e fagiani, draghi e marrani dell'isola di Langherans!!
autore: Luca Filippo Bartolotta
CAPITOLO 8
RIASSUNTO: incontro di Bartolotta con il mago Bailo. Le forze empatiche attraversano la palude Stigia.
Bartolotta bussa ai portoni della torre
Ed il mago Bailo, dalle scale, velocemente se la corre.
La porta si apre, avviene l’incontro;
mentre un piatto di lasagne avean già pronto.
Il mago Bailo aveva un aspetto minuto,
ma al contrario di Chiaramello non suonava il liuto.
Un cappello triangolare portava sulla testa,
la gente che lo vedeva faceva gran festa.
La magia degli elementi padroneggiava sicuro,
ma camminando distratto, sbattea contro il muro.
Conosceva, inoltre, la magia proibita;
grazie al proficuo uso della menta piperita.
Quest’ultima cosa era tenuta segreta,
in una stanza contrassegnata dalla lettera beta. ()
se avesse svelato i suoi poteri arcani,
l’avrebbero cacciato tagliandogli le mani.
“amico mio” disse il cavaliere,
“svelami la bontà del formaggio con le pere!”
“non è questo il momento di dir cretinate”
tuonò il mago prendendolo a bastonate.
“a me è chiaro il motivo del tuo arrivo
(tra sé: nel mio cuore lo terrò per sempre assai vivo)
dell’Arcistrauno il disegno dobbiamo sbaragliare,
ma intanto entra: andiamo a mangiare!”
la torre della magia era un luogo incantato
ed il prato tutt’intorno sembrava fatato.
Ampi salotti, spazi infiniti..
Uomini nudi sui muri scolpiti.
“abbiamo bisogno del tuo magico aiuto”
mangiando con orgoglio un fagiano poco astuto!
“già mi è noto” rispose il buon mago
“leggo il passato nel mio limpido lago!”
“ti accompagnerò io durante il tuo viaggio
(tra sé: dei poteri dell’Arcistrauno voglio avere un assaggio!)
i due si accordarono per partire immediatamente
alla volta del castello di Baucilione il deficiente.
Intanto nell’ombra oscura e lontana,
milioni di truppe tessevano lana.
Attraversando unite la palude stigia,
le empatiche si dirigevano al castello della cupidigia.
La palude però era puzzolente e schifosa,
e l’amante dell’Arcistrauno era di sesso vogliosa.
Tra boschi, pozzanghere ed orribili insetti,
intravedean del castello i piramidali tetti.
L’Arcistrauno al contempo nella torre riposa,
mentre l’amante si sa, era ancor più vogliosa.
Era una strega, cattiva e malvagia..
Beveva petrolio e pisciava acqua ragia.
lunedì 16 luglio 2007
Langherans - Capitolo VII
LANGHERANS
Le straordinarie e inenarrabili avventure di cavalieri e dame, elfi e nani, dei e fagiani, draghi e marrani dell'isola di Langherans!!
autore: Luca Filippo Bartolotta
CAPITOLO 7
RIASSUNTO: l’Arcistrauno svela il suo piano diabolico per impossessarsi di Langherans. Intanto Bartolotta si reca alla torre della magia per chiamare il mago Bailo.
“Siamo tutti riuniti in questa torre volante,
(notare l’alloro: non assomiglio al gran Dante?)
del mio piano di conquista vi voglio parlare,
m’impossesserò di Langherans a costo di bermi il mare!!”
“vostra eccellenza, può approfondir la questione?”
chiese un suo adepto tagliando torrone.
È presto detto, al calar della luna..
Di tutta quest’isola resterà il drago Cuna!!”
Ma grazie all’Arcistrauno che di magie ne sa tante,
il silenzio nella sala ritornò all’istante.
Movendosi sul retro con fare un po’ strano,
L’Arcistrauno diede vita al suo famelico piano.
Reti e teloni coprian la stanza,
l’Arcistrauno ballava una mitica danza..
indicava poi, una mappa sul muro,
rimembrando di Grollace l’arto più duro.
“qui sconfiggeremo l’esercito popolare,
il castello di Piramidal or bisogna conquistare.
Lì è nascosta una magia che dà fierezza,
principalmente dovuta ai suoi segni della giovinezza.
Gli uomini osannano il lor generale,
sfogliando il calendario di Paola Barale.
Intanto Bartolotta sul nagheronte urlava roco:
“dai, che alla torre della magia son distante poco!!”
arrivò ad una torre ricoperta di giada:
“tò mio destriero, mangia la biada.”
“non sono un cavallo” disse il nagheronte,
“mangio la carne; prediligo il bisonte!”
finito di discorrere con lo strano animale,
a dispetto di tutti rimirò il litorale.
“finalmente ho compreso il senso della vita,
nella fossa dei penitenti la farò finita!”
ma il furbo nagheronte che ricordava la mission;
con un calcio nel deretano ridestò il suo padron.
“ora ricordo quel che devo fare
e di certo non è buttarmi nel mare!!
Forza al più presto, la torre è davanti!”
Ma inciampa per terra bestemmiando tutti i santi.
Si rialza assai lesto, correndo a più non posso;
ma gira che ti rigira è ricaduto in un fosso.
Il piano dell’Arcistrauno si fa più pressante,
si appropria dei territori con la sua torre volante.
Ma il mago Bailo che già ha capito
Al buon Bartolotta apparecchia un tavolo imbandito.
Le straordinarie e inenarrabili avventure di cavalieri e dame, elfi e nani, dei e fagiani, draghi e marrani dell'isola di Langherans!!
autore: Luca Filippo Bartolotta
CAPITOLO 7
RIASSUNTO: l’Arcistrauno svela il suo piano diabolico per impossessarsi di Langherans. Intanto Bartolotta si reca alla torre della magia per chiamare il mago Bailo.
“Siamo tutti riuniti in questa torre volante,
(notare l’alloro: non assomiglio al gran Dante?)
del mio piano di conquista vi voglio parlare,
m’impossesserò di Langherans a costo di bermi il mare!!”
“vostra eccellenza, può approfondir la questione?”
chiese un suo adepto tagliando torrone.
È presto detto, al calar della luna..
Di tutta quest’isola resterà il drago Cuna!!”
Ma grazie all’Arcistrauno che di magie ne sa tante,
il silenzio nella sala ritornò all’istante.
Movendosi sul retro con fare un po’ strano,
L’Arcistrauno diede vita al suo famelico piano.
Reti e teloni coprian la stanza,
l’Arcistrauno ballava una mitica danza..
indicava poi, una mappa sul muro,
rimembrando di Grollace l’arto più duro.
“qui sconfiggeremo l’esercito popolare,
il castello di Piramidal or bisogna conquistare.
Lì è nascosta una magia che dà fierezza,
principalmente dovuta ai suoi segni della giovinezza.
Gli uomini osannano il lor generale,
sfogliando il calendario di Paola Barale.
Intanto Bartolotta sul nagheronte urlava roco:
“dai, che alla torre della magia son distante poco!!”
arrivò ad una torre ricoperta di giada:
“tò mio destriero, mangia la biada.”
“non sono un cavallo” disse il nagheronte,
“mangio la carne; prediligo il bisonte!”
finito di discorrere con lo strano animale,
a dispetto di tutti rimirò il litorale.
“finalmente ho compreso il senso della vita,
nella fossa dei penitenti la farò finita!”
ma il furbo nagheronte che ricordava la mission;
con un calcio nel deretano ridestò il suo padron.
“ora ricordo quel che devo fare
e di certo non è buttarmi nel mare!!
Forza al più presto, la torre è davanti!”
Ma inciampa per terra bestemmiando tutti i santi.
Si rialza assai lesto, correndo a più non posso;
ma gira che ti rigira è ricaduto in un fosso.
Il piano dell’Arcistrauno si fa più pressante,
si appropria dei territori con la sua torre volante.
Ma il mago Bailo che già ha capito
Al buon Bartolotta apparecchia un tavolo imbandito.
domenica 8 luglio 2007
Langherans - Capitolo VI
LANGHERANS
Le straordinarie e inenarrabili avventure di cavalieri e dame, elfi e nani, dei e fagiani, draghi e marrani dell'isola di Langherans!!
autore: Luca Filippo Bartolotta
CAPITOLO 6
RIASSUNTO: il re racconta il misfatto a Bartolotta che decide di chiedere aiuto al mago Bailo.inoltre orgia dell’orco Aimetti.
Ben presto il re raccontò l’accaduto,
mentre Chiaramello si dilettava col liuto.
Bartolotta irato per la musica odiosa
Guardò Chiaramello con aria pietosa.
“smetti di suonare questa musica assordante
altrimenti ti punirò con il mio culo di diamante”
Chiaramello ben lieto di quella minaccia
Continuò a suonare con un sorriso in faccia.
Prese il guerriero un bastone lì posato,
che nel culo di Chiaramello è già penetrato.
Chiaramello allora se ne andò felice
Saltellando di buon passo quasi fosse una pernice.
Baucilione quindi riprese a narrare,
Bartolotta, sconvolto, si mise a pensare.
“Qui abbiam bisogno dell’aiuto di un mago
e anche degli orchi, se tu non sei pago!”
“questa sì che è un’idea eclatante!
Conoscete voi un mago volante?”
“un mago conosco e Bailo si chiama,
è un’apprendista ma ha già molta fama!”
“vai a chiamare quest’incantatore
e fagli apparire un cesto di more.
Se farà la magia correttamente,
lo chiameremo a noi immediatamente.”
“intanto tu” disse il guerriero
“fai chiamare gli orchi dallo sguardo assai fiero”
il re invia il suo paggio più coraggioso,
che dovrà entrare nel bosco dell’orco voglioso.
Al galoppo di un nagheronte arrivò lesto,
nel covo degli orchi: oscuro e pesto.
Scese dall’animale con fare goffo
Trovando per terra un pezzo di moffo.
Oltre a quel pezzo vide altre cose;
droghe e spezie profumate di rose.
Poi scorse gli orchi in un rito sacrale
Che per gli uomini equivale ad un’orgia animale.
L’orco più grande gli si para davanti,
il paggio in silenzio pregò tutti i santi.
“sono Aimetti, degli orchi il gran capo,
se ti unisci a noi… ricominciamo da capo!!”
il paggio contento di averla scampata,
si buttò nella mischia fumando insalata.
Finito il festino a dir poco indecente
Al paggio tornò la sua missione in mente.
Aimetti accettò del paggio la richiesta:
“va bene accetto, ma non voglio minestra!”
“non preoccuparti, noi mangiam solo lasagne!!”
l’orco esultando violentò le sue cagne.
Il paggio finalmente ha trovato l’aiuto,
tra sé borbottò:”suonerò il mio liuto”
or qui si scopre un buffo tranello..
il paggio in questione è Matteo Chiaramello.
Le straordinarie e inenarrabili avventure di cavalieri e dame, elfi e nani, dei e fagiani, draghi e marrani dell'isola di Langherans!!
autore: Luca Filippo Bartolotta
CAPITOLO 6
RIASSUNTO: il re racconta il misfatto a Bartolotta che decide di chiedere aiuto al mago Bailo.inoltre orgia dell’orco Aimetti.
Ben presto il re raccontò l’accaduto,
mentre Chiaramello si dilettava col liuto.
Bartolotta irato per la musica odiosa
Guardò Chiaramello con aria pietosa.
“smetti di suonare questa musica assordante
altrimenti ti punirò con il mio culo di diamante”
Chiaramello ben lieto di quella minaccia
Continuò a suonare con un sorriso in faccia.
Prese il guerriero un bastone lì posato,
che nel culo di Chiaramello è già penetrato.
Chiaramello allora se ne andò felice
Saltellando di buon passo quasi fosse una pernice.
Baucilione quindi riprese a narrare,
Bartolotta, sconvolto, si mise a pensare.
“Qui abbiam bisogno dell’aiuto di un mago
e anche degli orchi, se tu non sei pago!”
“questa sì che è un’idea eclatante!
Conoscete voi un mago volante?”
“un mago conosco e Bailo si chiama,
è un’apprendista ma ha già molta fama!”
“vai a chiamare quest’incantatore
e fagli apparire un cesto di more.
Se farà la magia correttamente,
lo chiameremo a noi immediatamente.”
“intanto tu” disse il guerriero
“fai chiamare gli orchi dallo sguardo assai fiero”
il re invia il suo paggio più coraggioso,
che dovrà entrare nel bosco dell’orco voglioso.
Al galoppo di un nagheronte arrivò lesto,
nel covo degli orchi: oscuro e pesto.
Scese dall’animale con fare goffo
Trovando per terra un pezzo di moffo.
Oltre a quel pezzo vide altre cose;
droghe e spezie profumate di rose.
Poi scorse gli orchi in un rito sacrale
Che per gli uomini equivale ad un’orgia animale.
L’orco più grande gli si para davanti,
il paggio in silenzio pregò tutti i santi.
“sono Aimetti, degli orchi il gran capo,
se ti unisci a noi… ricominciamo da capo!!”
il paggio contento di averla scampata,
si buttò nella mischia fumando insalata.
Finito il festino a dir poco indecente
Al paggio tornò la sua missione in mente.
Aimetti accettò del paggio la richiesta:
“va bene accetto, ma non voglio minestra!”
“non preoccuparti, noi mangiam solo lasagne!!”
l’orco esultando violentò le sue cagne.
Il paggio finalmente ha trovato l’aiuto,
tra sé borbottò:”suonerò il mio liuto”
or qui si scopre un buffo tranello..
il paggio in questione è Matteo Chiaramello.
lunedì 2 luglio 2007
Langherans - Capitolo V
LANGHERANS
Le straordinarie e inenarrabili avventure di cavalieri e dame, elfi e nani, dei e fagiani, draghi e marrani dell'isola di Langherans!!
autore: Luca Filippo Bartolotta
Capitolo 5
RIASSUNTO: il fantasma Nascimbene, dopo un viaggio incredibile, trova i soldati. Presentazione del comandante delle truppe dell’esercito di langherans, che grazie alle sue forze telepatiche riesce a vedere Jacopo.
Il fantasma viaggia per i piani astrali,
Mangiando salumi e vari caviali.
Il mondo si deforma intorno alla sua scia
In quel momento pensa:”non è che per caso ho fumato maria?”
Per lui il viaggio più di un millennio è durato,
Ma nella realtà per pochi secondi ha viaggiato.
Ora si ritrova su di una spiaggia dorata,
Vede gente che drinka e mangia frittata.
Tra questi riconosce di Langherans i soldati
Ma guardandoli bene: “son tutti malati!”
Un uomo però si avvicina al fantasma
Che dice: “come fai a vedermi se sono di plasma?”
“per forza, ho poteri sovrannaturali,
vedo fantasmi seppur sprovvisti di ali.
Io sono Bartolotta, di Langherans il comandante
Potentissimo guerriero dal bel culo di diamante!
“di vedere il tuo culo sono davvero curioso;
da quel che mi dici sembrerebbe maestoso!”
“non è solo questo il motivo del mio vanto,
ho i calli dei piedi di candido amianto!!”
“dimmi chi sei oh spirito burlone..”
“io sono il figlio del re Baucilione!”
“or non ti domando del tuo passato..
passami la birra e dell’altro sformato!!”
“sono venuto qui per riportarti a casa,
siamo tutti in pericolo, Langherans è invasa”
“però i miei soldati sono tutti ammalati,
una mandria di castori li ha tosto inculati!”
“allora vieni tu, oh prode guerriero,
al castello ti aspettano, ha cucinato Gualtiero!”
“ma il cuoco di corte si è scomodato per questo?”
“si, e ti ha fatto le lasagne col pesto”
ma tutto ad un tratto una voce si sente:
“sono l’Arcistrauno… morirete tutti allegramente!
Non permetterò che roviniate il mio disegno,
che la sabbia arda come fosse del legno!!!”
la spiaggia è bruciata e tutto va a fuoco,
l’esercito muore in quello sporco loco.
Ma un uomo resiste indomito e senza pianto:
è il gran Bartolotta dai calli di amianto!
Il fantasma, che ovviamente dal fuoco è sfuggito:
“scappiamo veloci” grida allungando il suo dito.
Un forte bagliore illumina i due,
che li porta a Langherans come in groppa ad un bue.
Arrivarono a terra facendo un botto
E notarono il re che fumava un gran bel lotto.
Solo un eroe salverà il suo regno,
presto aiutato da un mago assai degno..
Le straordinarie e inenarrabili avventure di cavalieri e dame, elfi e nani, dei e fagiani, draghi e marrani dell'isola di Langherans!!
autore: Luca Filippo Bartolotta
Capitolo 5
RIASSUNTO: il fantasma Nascimbene, dopo un viaggio incredibile, trova i soldati. Presentazione del comandante delle truppe dell’esercito di langherans, che grazie alle sue forze telepatiche riesce a vedere Jacopo.
Il fantasma viaggia per i piani astrali,
Mangiando salumi e vari caviali.
Il mondo si deforma intorno alla sua scia
In quel momento pensa:”non è che per caso ho fumato maria?”
Per lui il viaggio più di un millennio è durato,
Ma nella realtà per pochi secondi ha viaggiato.
Ora si ritrova su di una spiaggia dorata,
Vede gente che drinka e mangia frittata.
Tra questi riconosce di Langherans i soldati
Ma guardandoli bene: “son tutti malati!”
Un uomo però si avvicina al fantasma
Che dice: “come fai a vedermi se sono di plasma?”
“per forza, ho poteri sovrannaturali,
vedo fantasmi seppur sprovvisti di ali.
Io sono Bartolotta, di Langherans il comandante
Potentissimo guerriero dal bel culo di diamante!
“di vedere il tuo culo sono davvero curioso;
da quel che mi dici sembrerebbe maestoso!”
“non è solo questo il motivo del mio vanto,
ho i calli dei piedi di candido amianto!!”
“dimmi chi sei oh spirito burlone..”
“io sono il figlio del re Baucilione!”
“or non ti domando del tuo passato..
passami la birra e dell’altro sformato!!”
“sono venuto qui per riportarti a casa,
siamo tutti in pericolo, Langherans è invasa”
“però i miei soldati sono tutti ammalati,
una mandria di castori li ha tosto inculati!”
“allora vieni tu, oh prode guerriero,
al castello ti aspettano, ha cucinato Gualtiero!”
“ma il cuoco di corte si è scomodato per questo?”
“si, e ti ha fatto le lasagne col pesto”
ma tutto ad un tratto una voce si sente:
“sono l’Arcistrauno… morirete tutti allegramente!
Non permetterò che roviniate il mio disegno,
che la sabbia arda come fosse del legno!!!”
la spiaggia è bruciata e tutto va a fuoco,
l’esercito muore in quello sporco loco.
Ma un uomo resiste indomito e senza pianto:
è il gran Bartolotta dai calli di amianto!
Il fantasma, che ovviamente dal fuoco è sfuggito:
“scappiamo veloci” grida allungando il suo dito.
Un forte bagliore illumina i due,
che li porta a Langherans come in groppa ad un bue.
Arrivarono a terra facendo un botto
E notarono il re che fumava un gran bel lotto.
Solo un eroe salverà il suo regno,
presto aiutato da un mago assai degno..
martedì 26 giugno 2007
Langherans - Capitolo IV
LANGHERANS
Le straordinarie e inenarrabili avventure di cavalieri e dame, elfi e nani, dei e fagiani, draghi e marrani dell'isola di Langherans!!
autore: Luca Filippo Bartolotta
Capitolo 4
RIASSUNTO: il nano Bardac parla con il re Baucilione sulla grande sconfitta ricevuta nel sottopassaggio Wallace + comparsa del fantasma Nascimbene; si decide sul da farsi.
“sire è avvenuta una grande disfatta,
Nel sottopassaggio Wallace ci siam calati la patta.
Alcuni comunque sono fuggiti,
Ma alla fine del tunnel l’Arcistrauno li ha inceneriti”
“oh mio Dio!! Che cosa faremo?
Ora il mio esercito è andato a s. Remo.
Qualcuno di noi li deve richiamare,
Da dove lor stan facendo il bagno al mare!”
“nano andiamo di là in un luogo appartato,
Bevendo vinello, vedrai sarai appagato.”
I due si spostan seguiti da Chiaramello,
In una stanza senza tetto che quando piove ci vuol l’ombrello.
Il consigliere disse: “qui siamo nei guai!”
Il nano rispose: “ma cazzi tuoi, mai?”
“non dire così, quest’uomo è mio amico..”
“ascoltami un attimo, è idiota, ti dico!”
“nano stavolta non ti darò ascolto.”
“ma quello, mio dio, è davvero uno stolto!”
“e invece manderò lui dai miei soldati,
Seduti a prender il sole distesi sopra i prati.”
“sire ma qualunque umano non può arrivare in orario!!
A proposito quand’è che pagherete il mio pensionamento onorario?”
L’imperatore disse: “non preoccuparti, il tuo salario pagheremo”;
Quando il fantasma Nascimbene apparve come uno scemo.
Il fantasma parlò: “padre, sono qui per darti una mano!”
Il re rispose: “vuoi chiamare il mio esercito che si trova lontano?”
Gli altri non potendo vedere l’apparizione:
“è impazzito, parla da solo come un coglione!!”
“sì il mio scopo è proprio questo;
Andrò dai cavalieri presto e lesto”
“ah figlio mio quanto ti voglio bene,
D’ora in poi ti dedicherò un’epoca: il Rinascimbene!!”
Imbarazzo e sgomento colpirono gli spettatori..
“ma questo figlio Nascimbene, da dov’è saltato fuori?”
“sire, ma è impazzito? Ora parla da solo?”
“no ragazzi, ma assomiglio a Ian solo?
Questo spirito guida ci aiuterà,
I soldati di langherans lui chiamerà!!”
“come facciamo a capire qualcosa che non vediamo?”
“ok, tutti insieme… prendete la mia mano!!”
Incredibile ma vero, il re Baucilione
Dimostrò seduta stante che non era un coglione.
Con un’arte divinatoria insegnatagli anni fa…
A tutta la sua gente fece luce su quello là.
Con un gesto assai salubre, il fantasma Nascimbene
Salutò tutti quanti e tagliò la corda molto bene.
Il re era felice e per la prima volta:
Si elevò da terra con una giravolta!!
Le straordinarie e inenarrabili avventure di cavalieri e dame, elfi e nani, dei e fagiani, draghi e marrani dell'isola di Langherans!!
autore: Luca Filippo Bartolotta
Capitolo 4
RIASSUNTO: il nano Bardac parla con il re Baucilione sulla grande sconfitta ricevuta nel sottopassaggio Wallace + comparsa del fantasma Nascimbene; si decide sul da farsi.
“sire è avvenuta una grande disfatta,
Nel sottopassaggio Wallace ci siam calati la patta.
Alcuni comunque sono fuggiti,
Ma alla fine del tunnel l’Arcistrauno li ha inceneriti”
“oh mio Dio!! Che cosa faremo?
Ora il mio esercito è andato a s. Remo.
Qualcuno di noi li deve richiamare,
Da dove lor stan facendo il bagno al mare!”
“nano andiamo di là in un luogo appartato,
Bevendo vinello, vedrai sarai appagato.”
I due si spostan seguiti da Chiaramello,
In una stanza senza tetto che quando piove ci vuol l’ombrello.
Il consigliere disse: “qui siamo nei guai!”
Il nano rispose: “ma cazzi tuoi, mai?”
“non dire così, quest’uomo è mio amico..”
“ascoltami un attimo, è idiota, ti dico!”
“nano stavolta non ti darò ascolto.”
“ma quello, mio dio, è davvero uno stolto!”
“e invece manderò lui dai miei soldati,
Seduti a prender il sole distesi sopra i prati.”
“sire ma qualunque umano non può arrivare in orario!!
A proposito quand’è che pagherete il mio pensionamento onorario?”
L’imperatore disse: “non preoccuparti, il tuo salario pagheremo”;
Quando il fantasma Nascimbene apparve come uno scemo.
Il fantasma parlò: “padre, sono qui per darti una mano!”
Il re rispose: “vuoi chiamare il mio esercito che si trova lontano?”
Gli altri non potendo vedere l’apparizione:
“è impazzito, parla da solo come un coglione!!”
“sì il mio scopo è proprio questo;
Andrò dai cavalieri presto e lesto”
“ah figlio mio quanto ti voglio bene,
D’ora in poi ti dedicherò un’epoca: il Rinascimbene!!”
Imbarazzo e sgomento colpirono gli spettatori..
“ma questo figlio Nascimbene, da dov’è saltato fuori?”
“sire, ma è impazzito? Ora parla da solo?”
“no ragazzi, ma assomiglio a Ian solo?
Questo spirito guida ci aiuterà,
I soldati di langherans lui chiamerà!!”
“come facciamo a capire qualcosa che non vediamo?”
“ok, tutti insieme… prendete la mia mano!!”
Incredibile ma vero, il re Baucilione
Dimostrò seduta stante che non era un coglione.
Con un’arte divinatoria insegnatagli anni fa…
A tutta la sua gente fece luce su quello là.
Con un gesto assai salubre, il fantasma Nascimbene
Salutò tutti quanti e tagliò la corda molto bene.
Il re era felice e per la prima volta:
Si elevò da terra con una giravolta!!
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